Prodotti tradizionali
I prodotti tradizionali sono prodotti di nicchia che racchiudono non solo un alto valore gastronomico ma anche culturale. Sono realtà produttive per le quali la tutela comunitaria non risulta applicabile, ma sui quali era necessario intervenire per arrestare il fenomeno della loro scomparsa.
La Regione ha il compito di predisporre annualmente l´elenco dei prodotti tradizionali, nonché di accertare che le metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura siano praticate, sul proprio territorio, in maniera omogenea e secondo regole tradizionali e protratte nel tempo, comunque per un periodo non inferiore ai venticinque anni.
L´elenco raffigura un censimento di prodotti, una lista aperta, annualmente revisionabile, che, in alcuni casi, costituisce il primo passaggio per avviare il procedimento di riconoscimento comunitario del marchio DOP/IGP.
La normativa e l´elenco dei prodotti tradizionali riconosciuti
Con l’art. 8 del DLgs 173/98 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha inteso favorire la valorizzazione del patrimonio gastronomico, promuovendo le produzioni agroalimentari italiane.
Successivamente, con il D.M. 350/99, sono state determinate le norme per l’individuazione dei prodotti tradizionali. Le metodiche produttive, seguite in maniera omogenea, secondo regole tradizionali, da almeno 25 anni, sono il requisito fondamentale richiesto.
La Regione Emilia-Romagna, con la deliberazione della Giunta regionale n. 1800/2000, ha recepito le indicazioni ministeriali e stabilito i criteri attraverso i quali compiere le istruttorie finalizzate all´inserimento dei prodotti nell´elenco.
Le Amministrazioni Provinciali e le Comunità Montane hanno la facoltà di decidere, tra i prodotti inseriti nell´elenco, quali possano comparire nell´offerta agrituristica dei territori di loro competenza.
Per quanto riguarda l’immissione sul mercato dei prodotti agroalimentari tradizionali, va rilevato che essi non possono però fregiarsi della qualifica "tradizionali": ci si deve infatti limitare al riferimento all’elenco suddetto e alla normativa che lo origina.
Una delle finalità di tale normativa, tanto interessante quanto problematica e poco sfruttata, è quella riguardante la possibilità, in alcuni casi, di accedere alle deroghe alla normativa sanitaria per consentire la salvaguardia di processi produttivi consolidati dal tempo ed igienicamente ormai sicuri, sebbene non in linea con le attuali prescrizioni sul trattamento dei prodotti alimentari.
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Alberto Ventura, tel. 051 284466, e-mail: alventura@regione.emilia-romagna.it
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