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APRILE 2000 - anno 28°, n. 4

 

Editoriale

Bologna, le nuove sfide della Facoltà di Agraria

Domenico Regazzi

33 Dal 1900 - data di fondazione della 'Regia scuola superiore agraria', frutto di una convenzione tra l'Università e la Cassa di Risparmio di Bologna - ad oggi, in cento anni carichi di eventi, la Facoltà di Agraria di Bologna ha percorso un lungo cammino. Più volte ha mutato l'ordinamento didattico; le strutture per l'insegnamento, la ricerca e la sperimentazione sono gradatamente cambiate e si sono ampliate. Il passato della Facoltà di Agraria non si sostanzia però solo nella storia delle strutture, dell'attività di ricerca e dei molti protagonisti che in questo secolo di vita ne hanno animato l'esistenza.
Il passato, la fecondità del suo trascorrere sono testimoniati anche dalle migliaia di giovani che, dopo aver conseguito la laurea, hanno saputo applicare e migliorare le conoscenze acquisite, partecipando al progresso del settore agro-alimentare nel nostro e in altri Paesi, mantenendo un forte legame affettivo con la Facoltà anche quando i casi della vita hanno allentato la necessità di un rapporto dottorale e operativo. Oggi dobbiamo vincere nuove sfide, alcune delle quali dettate dal cambiamento degli assetti economici e sociali.

L'attività agricola tradizionale va perdendo sempre più importanza. All'agricoltura vengono assegnate nuove funzioni, come la produzione di servizi ambientali, la conservazione del paesaggio e la difesa del territorio. La ridefinizione della funzione sociale ha indotto la Facoltà ad un ripensamento dei profili formativi e delle attività di ricerca da sviluppare, che dovrà trovare piena corrispondenza nella concreta attuazione della riforma degli ordinamenti didattici di prossima approvazione. Quando si è chiamati ad innovare, il passato rappresenta al tempo stesso un vincolo ed una opportunità.
Sono certo che il corpo docente e non docente sono in grado di adeguare l'offerta didattica e di ricerca alle esigenze dell'agricoltura e della società futura. La Facoltà, da sempre ubicata nella Palazzina della Viola, costruita sul finire del secolo XV ed in edifici limitrofi al centro di un ampio giardino entro la cerchia muraria cittadina, è ormai prossima a trasferirsi dalla sede di via Filippo Re al nuovo centro agro-alimentare di Bologna.

L'allontanamento dalla sua sede storica rappresenta la perdita, certamente dolorosa, di un riferimento fisico al nostro glorioso passato. Questo evento deve però costituire l'occasione per un rilancio dell'attività progettuale che, sia nel campo della didattica, sia in quello della ricerca, era soffocata dalla mancanza di spazi e attrezzature adeguate.
Gli impegni che ci attendono per i prossimi anni sono numerosi e di grande rilievo, e sono resi ancor più ardui dal proliferare di iniziative didattiche concorrenti. La Facoltà di Agraria di Bologna ha un passato e un presente di valore. La memoria di un secolo, la disponibilità di strutture d'avanguardia presso la nuova sede ed il nostro lavoro corale sono gli strumenti che garantiranno a tale valore una crescita continua.

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