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APRILE 2008 - anno 36°, n. 4

 

Editoriale

Le scelte necessarie per la salute della Pac

Tiberio Rabboni

Entro l'estate si concluderà la "verifica sullo stato di salute della Pac" e i ministri europei all'Agricoltura decideranno gli "aggiustamenti" necessari a rimuovere le difficoltà manifestatesi nell'applicazione della riforma del 2003. La Commissione Agricoltura dell'Ue ha già peraltro indicato con chiarezza cosa bisogna fare per rendere maggiormente efficace ed efficiente la politica agricola comune.

Innanzitutto, semplificare il regime dei pagamenti, estendendo a tutti i 27 Paesi il disaccoppiamento totale, con le uniche eccezioni delle agricolture di montagna e collina - dove per ragioni generali l'abbandono va contrastato con tutti gli strumenti a disposizione, compreso il sistema degli aiuti accoppiati - e di alcuni comparti deficitari come quello delle vacche nutrici. Con il disaccoppiamento generalizzato si elimineranno una parte dei carichi burocratici e dei costi amministrativi connessi alla coesistenza operativa di due diversi sistemi di aiuto.

In secondo luogo la commissione propone di affidare agli Stati membri la potestà di omogeneizzare su base territoriale gli aiuti alle imprese, la cosiddetta "regionalizzazione", per superare disparità di dotazione tra aziende simili generate dal metodo di calcolo degli aiuti disaccoppiati assunto a suo tempo, basato sulla contingente situazione colturale di uno specifico triennio. In terzo luogo si propone di incrementare i fondi per migliorare la competitività delle imprese, tramite una parallela riduzione dei fondi per finanziare le misure di sostegno degli interventi di mercato e i pagamenti diretti. Lo spostamento, meglio conosciuto come "modulazione", prevede un cofinanziamento nazionale ed è destinato a finanziare progetti aziendali di ammodernamento e competitività, programmi straordinari di adeguamento dell'agricoltura al cambiamento climatico, di risparmio ed ottimizzazione dell'uso delle acque, di sviluppo delle produzioni agroenergetiche e di gestione dei rischi aziendali connessi alle crisi di mercato e ai rovesci stagionali. Infine, il superamento delle quote latte nel 2015 ed un aumento graduale della produzione fino ad allora.

Come giudicare queste proposte? Nell'immediato in modo problematico. Le imprese agricole vedranno ritoccarsi gli aiuti e di ciò non saranno contente, così come non saranno sicuramente soddisfatti gli allevatori che hanno acquistato quote. Mi auguro che il negoziato tra i ministri europei all'Agricoltura porti da questo punto di vista a decisioni equilibrate, misurate e graduali nonché ad adeguate compensazioni agli allevatori.

Nella prospettiva le proposte appaiono invece condivisibili, realistiche e necessarie. Nel mondo la domanda di derrate alimentari è in forte aumento. In Europa si annuncia dopo il 2013 un forte taglio di risorse pubbliche al settore agricolo. Anche per questo non possiamo esimerci dall'autoriformare la spesa agricola, con l'obiettivo di trovare maggiori risorse per l'ammodernamento e la crescita competitiva delle strutture produttive e per qualificare ulteriormente l'apporto dell'agricoltura alla preservazione dei "beni comuni" del clima, dell'ambiente, della biodiversità.

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