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APRILE 2009 - anno 37°, n.4

 

Editoriale

Difendiamo la nostra suinicoltura di qualità

Tiberio Rabboni

Dopo una breve stagione in rialzo, le quotazioni del suino pesante sono ricadute attorno a 1 euro e 10 centesimi al chilogrammo. Per l'allevatore ciò significa una perdita stimata media di circa 20 euro per ogni suino allevato. È vero che i prezzi di orzo e mais sono scesi, a fine 2008, rispettivamente del 49,7% e del 50,5%, e che la crusca di grano tenero, a inizio 2009, ha registrato una riduzione del 60,6% rispetto ai primi mesi del 2008. Questi ribassi non hanno però compensato il forte calo di quotazione e gli altri elevati costi di produzione. Le conseguenze sono drammatiche: l'esposizione debitoria ha raggiunto livelli difficilmente sostenibili; molti allevatori potrebbero trasformarsi da imprenditori a semplici prestatori d'opera; da più parti si sollecitano misure pubbliche di "rottamazione" degli allevamenti o, in alternativa, di sostegno alla riconversione verso razze suine più leggere.

In altri termini, corriamo il rischio di un radicale ridimensionamento della suinicoltura di qualità, base imprescindibile per la salumeria italiana più pregiata e per i nostri straordinari prosciutti Dop. Un rischio che non possiamo assolutamente permetterci, poiché i salumi tutelati da Dop e Igp costituiscono una delle ragioni del successo del made in Italy alimentare ed il valore aggiunto della nostra suinicoltura rispetto a quella dei Paesi concorrenti.

Servono subito misure di aiuto agli allevatori e di rilancio del suino di qualità sul mercato. Per quel che ci riguarda, abbiamo concordato con i rappresentanti del settore un primo pacchetto di interventi: un fondo per abbattere di un punto percentuale i tassi di interesse sui prestiti a breve termine e strumenti per aumentare la possibilità di accesso al credito da parte dei suinicoltori tramite il sistema dei Confidi agricoli, al quale la Regione ha trasferito oltre 5 milioni di euro nel 2007. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, uno stanziamento, di 150 mila euro per sostenere l'attività di promozione dei tagli di carne fresca della produzione Dop "Gran Suino Padano". A breve, poi, uscirà il bando per i progetti di filiera del Programma regionale di sviluppo rurale che destina alla suinicoltura circa 25 milioni di euro, generatori di risorse per oltre 60 milioni di euro.

Abbiamo anche chiesto ai ministri italiani competenti di accelerare la richiesta a Bruxelles di una "deroga" per l'Emilia-Romagna ai limiti allo spandimento dell'azoto fissati dalla direttiva europea; al Governo di attivare propri interventi di sostegno al credito, misure di defiscalizzazione e di valorizzazione dell'origine italiana dei suini, un Piano nazionale del settore suinicolo con le risorse necessarie e di attuare le proposte scaturite dal "Tavolo di filiera", istituito presso il Mipaaf, tra le quali la creazione del mercato unico nazionale, la realizzazione di un sistema condiviso per la valutazione delle carcasse, la valorizzazione della Dop "Gran Suino Padano".

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