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DICEMBRE 2002 - anno 30°, n. 12

 

Editoriale

Legge sulla rintracciabilità, un'opportunità per le imprese

Maurizio Ceci

Rintracciabilità è la parola oggi più usata quando si parla di alimentazione. Gli addetti ai lavori, ma anche chiunque sia a qualsiasi titolo coinvolto nella questione alimentare, non esitano a esternare la propria visione, diffondendo ed imponendo definizioni e traduzioni dal dubbio significato. Ognuno, insomma, ha dato la propria interpretazione, a volte strumentale e mutevole, del significato di rintracciabilità e delle azioni necessarie per applicarla.
La Regione Emilia-Romagna, per chiarire e avvalorare il principio della rintracciabilità, con la legge 33/2002, destinata a finanziare l'applicazione dei sistemi di rintracciabilità al settore agroalimentare, ha deciso di dare impulso ad un principio fondamentale: sono le imprese produttive che devono scegliere quale idea di rintracciabilità affermare.
Sono le imprese, infatti, che devono utilizzare i mezzi a loro disposizione per rispondere alla richiesta del mercato e alle esigenze della clientela, al fine di procurarsi un vantaggio competitivo. Nel mondo globalizzato di oggi, caratterizzato da scambi fra aree geograficamente lontane, i vincoli vengono decisi innanzitutto dal mercato. D'altra parte anche le norme europee, è inutile nasconderlo, sono il punto di incontro tra domanda e offerta di requisiti generali, influenzati dal mondo della produzione, del consumo e dei servizi.

Sarebbe allora inutile, da parte nostra, vincolare il sistema delle imprese all'applicazione di uno standard predefinito di rintracciabilità, imponendo faticosi e non condivisi criteri di adattamento. La rintracciabilità deve servire a garantire la sicurezza degli alimenti, assicurare il diritto all'informazione dei consumatori, mettere in rilievo l'origine e le qualità delle produzioni, perfezionare l'organizzazione dei cicli di produzione attraverso la valorizzazione del lavoro e l'innovazione tecnologica.
E' proprio in questa direzione che sono destinate le risorse stanziate dalla Regione - 15 milioni di euro come prima tranche - a sostegno dei sistemi produttivi. Ogni operazione che superi ciò che può essere certificato come "sistema di rintracciabilità" è una scelta che l'impresa può mettere in pratica, se lo ritiene opportuno, per qualificare ulteriormente se stessa o la propria produzione. Anche la rintracciabilità destinata ad ottemperare alle indicazioni dell'Unione europea sulla sicurezza alimentare (da altri definita tracciabilità obbligatoria) deve essere intesa in questo senso.
Credo sia chiaro, insomma, che la nuova legge regionale è una grande opportunità per le imprese, che possono scegliere di presentarsi sul mercato in un modo nuovo, anticipando i tempi dell'obbligatorietà, ed andando esse stesse a preparare il terreno, evitando che altri attori, meno coinvolti nel sistema produttivo, possano prendere decisioni che le penalizzino.

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