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DICEMBRE 2007 - anno 35°, n. 12

 

Editoriale

Se lo scenario cambia la Pac deve rinnovarsi

Angelo Frascarelli

Quale significato assume la "verifica dello stato di salute" della Pac appena dopo tre anni dall'entrata in vigore della riforma Fischler?
Lo svela la commissaria europea all'Agricoltura Mariann Fischer Böel, rispondendo ad una curiosa domanda: «Fare un controllo dello stato di salute significa che il paziente è malato? No. È abbastanza normale che una persona perfettamente sana vada a farsi visitare dal medico per sapere se deve modificare qualcuna delle sue abitudini per rimanere in buona salute». In altre parole, la Pac marcia nella giusta direzione ed è in buona salute, ma bisogna aggiustare qualcosa per tener conto di un'Ue a 27 Paesi e di un mondo in rapida mutazione.
L'health check, secondo la Commissione, non è una rivoluzione, ma i suoi obiettivi sono comunque ambiziosi e rilevanti:

  • completare e semplificare il disaccoppiamento dei pagamenti diretti, tramite la regionalizzazione del pagamento unico aziendale, l'eliminazione degli ultimi residui di pagamenti accoppiati (in particolare nei Paesi che hanno adottato il disaccoppiamento parziale, come Francia e Spagna);
  • rafforzare il secondo pilastro della Pac ovvero le dotazioni dei Programmi di sviluppo rurale), tramite un aumento del tasso di modulazione obbligatoria;
  • ultimare le riforme settoriali tramite l'eliminazione degli obsoleti strumenti della vecchia Pac: set aside, quote latte, prezzi di intervento, sussidi all'esportazione, aiuti alla trasformazione dei foraggi essiccati, lino e canapa.

E' facile notare che il documento sull'health check si situa nel solco della grande riforma Fischler del 2003, ma è più di un semplice aggiustamento: vengono colpiti alcuni capisaldi come le quote latte, l'intervento dei cereali, il set aside e vengono introdotte alcune novità rilevanti, come la regionalizzazione ed il plafonamento. Il documento sull'health check assume un'importanza strategica non solo per completare il processo di riforma della Pac, ma anche per guardare al futuro, in particolare per prepararsi ad un altro importante appuntamento del 2009, la verifica del bilancio complessivo dell'Unione europea, che interesserà profondamente l'avvenire della Pac, in quanto verranno messe in discussione le dotazioni finanziarie ad essa assegnate.

I temi dell'health check non sono di poco conto ed avranno un impatto rilevante sulle imprese agricole, le quali manifestano un certa perplessità di fronte a riforme continue della politica agraria. Questi cambiamenti sono veramente necessari?

Le riforme sono inevitabili e doverose per guardare avanti e per salvaguardare la Politica agricola comune nel lungo periodo. Non è solamente la Pac che cambia: è tutto il contesto socio-economico in cui opera l'agricoltura che cambia. Su questo fronte, oggi si aprono nuove sfide ed opportunità per l'agricoltura: dall'aumento della domanda alimentare al ruolo nel contrasto ai cambiamenti climatici, dalla produzione di energia al mantenimento e sviluppo delle zone rurali.

Se lo scenario cambia, la Politica agricola comune non può rimanere legata alle vecchie logiche. I tentativi di guardare al passato, la nostalgia di un protezionismo anacronistico e la difesa delle rendite sono i primi nemici della Pac. Essa deve continuamente rispondere ed assecondare il ruolo dell'agricoltura in una economia sempre più globalizzata e in un'Ue a 27.

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