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FEBBRAIO 2003 - anno 31°, n. 2

 

Editoriale

La solitudine degli onesti

Guido Tampieri

E' tempo di saldi. I principi sui quali si regge una comunità di uomini liberi sono in svendita. Indulgenze e condoni come se piovesse. Per chi falsifica i bilanci .Per chi non paga le tasse. Per chi rovina il territorio. Per le squadre di calcio miliardarie.
I condoni per latte e vigneti sono ben poco al confronto, quasi un risarcimento ad un settore meno favorito. Non c'è possibile confusione tra un agricoltore che ha piantato qualche vite in più ed un grande evasore fiscale. Ed è giusto compiere ogni sforzo per non perdere per strada neppure un'impresa agricola.
L'Italia ha diritto di avere una quota maggiore di latte ed ha bisogno di una quantità più grande di reimpianti per sostituire i vigneti invecchiati.
Farseli riconoscere negli accordi internazionali dovrebbe essere il primo compito di un Governo, di ieri e di oggi.
Quello che è sbagliato è continuare a brancolare nella notte dipingendo tutti i gatti di nero. Per questa strada non si costruisce il futuro, non si prende coscienza dei problemi, non si tiene assieme un Paese, non si fa il bene dell'agricoltura.
I condoni sono espressione di uno Stato che ha sfiducia nei suoi cittadini e di cittadini che non hanno fiducia nello Stato. Si dice sempre che quel condono sarà l'ultimo, ma non è mai così. Perché chi non osserva le regole oggi dovrebbe rispettarle domani? E perché altri, che ora le rispettano, non dovrebbero essere tentati di ignorarle a loro volta?
L'osservanza delle leggi non riguarda soltanto la coscienza individuale: è il lievito della coesione sociale. Diritti e doveri, scriveva un grande italiano, Giuseppe Mazzini. Le persone non sono libere perché la società è libera da leggi, ma perché ci sono leggi che rispettano e dalle quali sono protette.
Di fronte all'inosservanza delle regole lo Stato non deve essere vendicativo, deve essere giusto. Ed è giusto quando, con intelligente moderazione, sa riconoscere la differenza dei comportamenti. Quando non lo fa non ci si può sorprendere se le entrate fiscali calano, le risorse per le imprese mancano, il fiume del latte in nero si ingrossa, l'eccesso di produzione abbassa i prezzi.
Con un danno per tutti, che diventa, paradossalmente, più grande per chi, osservando le regole, ha costi economici maggiori e subisce una doppia, ingiusta violenza, economica e morale.
E' la folla solitaria degli onesti, alla quale ben pochi danno voce e rendono merito.
Ad essa, per quello che vale, va il mio ringraziamento.

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