Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› FEBBRAIO 2005 - anno 33°, n. 2

 

FEBBRAIO 2005 - anno 33°, n. 2

 

Editoriale

Credito in agricoltura: comincia il disgelo?

Con il recente accordo tra Ismea, l'istituto per i servizi per il mercato agricolo, e Moody's Kmv, "costola" di una delle principali società mondiali di rating, si potrà certificare la solvibilità delle imprese agricole ed agroalimentari italiane, siano esse società oppure aziende non tassate a bilancio.
L'accordo è stato giudicato dal ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno un passo importante per "migliorare la posizione delle strutture agricole italiane e del sistema economico generale", mentre la creazione di un nuovo modello di rating, cioè di analisi quantitativa del rischio "è decisivo per la crescita delle aziende e per restare sul mercato". Nello specifico, come ha sostenuto il presidente dell'Ismea, Arturo Semerari, il rating servirà per rendere più agevole l'accesso al sistema bancario.
Qualcosa dunque cambia nel rapporto, fino ad oggi non particolarmente dinamico, tra il mondo del credito e l'agricoltura. Un mutamento profondo era stato chiesto mesi fa dal presidente della Confederazione italiana agricoltori, Giuseppe Politi, denunciando come siano sempre più le imprese costrette ad indebitarsi con le banche, che tra l'altro sembra non tengano molto conto delle particolari condizioni di operatività dell'agricoltura.
Forse per questo motivo Maurizio Sella, presidente dell'Abi, l'associazione bancaria italiana, proprio in occasione dell'intesa Ismea-Moody's Kmv si è sentito in dovere di annunciare che cresce il sostegno delle banche italiane all'agricoltura, alla silvicoltura ed alla pesca: a settembre 2004 i finanziamenti erogati ammontavano a 29,1 miliardi di euro, con un incremento del 9% sul 2003 e del 24% rispetto al dicembre 2001. Un impegno che testimonia, a parere di Sella, "la ripresa dell'interesse del mondo bancario verso il settore agricolo", e che con le disposizioni di "Basilea 2" - l'accordo che fissa i termini per la quantità di capitale che le banche debbono impegnare per erogare il credito al sistema imprenditoriale - dovrebbe acquistare maggiore rigore ed efficienza, dando più opportunità alle piccole e medie imprese.
Se mutamento in meglio vi sarà, non può che avere riflessi positivi sulla competitività del sistema agroalimentare, ed anche per quelle 30.000 imprese che in Emilia-Romagna un'indagine di Agri 2000, di cui parliamo in questo numero, definisce "vitali", condotte da giovani o comunque da imprenditori che credono nell'agricoltura e vogliono investire, anche se sono di dimensioni insufficienti. Aziende in mezzo al guado della competitività - mezzo milione in Italia - obbligate a crescere per sopravvivere.
Non lo potranno fare, è chiaro, solo con fondi pubblici.

Le rubriche

Sommario