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FEBBRAIO 2006 - anno 34°, n. 2

 

Editoriale

BONIFICHE, AL VOTO PER UNA GESTIONE UNITARIA

Tiberio Rabboni

Il territorio dell'Emilia-Romagna è suddiviso in 15 ambiti comprensoriali. In ciascun comprensorio opera un Consorzio di bonifica la cui attività si concretizza nell'azione pubblica per la difesa del suolo, in particolare la difesa idraulica, la tutela, la valorizzazione e il corretto uso delle risorse idriche, la salvaguardia dell'ambiente inteso come ecosistema.
Una quota rilevante del territorio regionale è posta sotto il livello del mare; questa particolare situazione sottolinea il ruolo dei Consorzi di bonifica nel garantire le condizioni di sicurezza idraulica. Senza il lavoro di 454 impianti idrovori, in grado di alzare le acque dei terreni "bassi" a quote compatibili con lo scarico in mare, e senza la costante opera di manutenzione di circa 20.000 chilometri di canali eseguita dai Consorzi, circa un milione di ettari dell'intera pianura emiliano-romagnola sarebbero periodicamente sommersi.
A questa funzione primaria si è aggiunta, nel secondo Dopoguerra, la distribuzione di acqua per l'irrigazione che, in un sistema agricolo sviluppato come il nostro, ha assunto un ruolo fondamentale per il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni. È quindi evidente che i Consorzi di bonifica, l'intero complesso delle opere che gestiscono e delle attività che realizzano, rappresentano un patrimonio fondamentale della società regionale che, come tale, deve essere salvaguardato e messo nelle condizioni di operare al meglio.
Anche per questo seguiamo con grande attenzione e partecipazione le elezioni per il rinnovo degli organi di governo dei Consorzi di bonifica. Tra fine febbraio ed inizio marzo oltre 1.400.000 proprietari di immobili sono chiamati a rinnovare i 15 Consigli di amministrazione ed a scegliere i 495 componenti che, assieme ai 124 membri nominati direttamente da Province e Comunità montane, avranno il compito di gestire gli enti nei prossimi 5 anni.
Si tratta di un vero e proprio evento democratico, che oltre a immettere nel circuito dei Consorzi nuove energie, nuove motivazioni ed idee, ne rafforzerà positivamente l'immagine esterna. Una buona partecipazione elettorale è importante: sia per conferire autorevolezza ai nuovi amministratori, sia per rafforzare la credibilità degli stessi Consorzi e l'impegno di chi ne vuole rilanciare ruolo e funzioni, superando insufficienze, criticità e polemiche che l'esperienza ha evidenziato, rinnovando così le basi di un consenso sociale diffuso.
D'altra parte molte contrapposizioni del passato sono da tempo alle nostre spalle, come è confermato dall'accordo pre-elettorale raggiunto tra l'Unione regionale delle bonifiche e il Tavolo regionale dell'imprenditoria, per una gestione unitaria dei Consorzi di bonifica.
Per la prima volta è stata superata la storica divisione tra interessi agricoli e non agricoli. È un grande risultato, frutto del lungo lavoro di confronto e di avvicinamento di tutte le parti interessate, a cui ha attivamente contribuito la costante iniziativa della Regione per una nuova disciplina in materia.
Lo scorso autunno la Giunta regionale ha approvato e trasmesso all'Assemblea legislativa un progetto di legge per il rilancio dei Consorzi di bonifica, nel quadro di una moderna politica di difesa del suolo e del governo integrato dell'acqua. Il testo, attualmente all'ordine del giorno dell'Assemblea legislativa, ha recepito molte osservazioni e contributi; altre modifiche potranno ancora essere accolte prima del voto finale.
La nuova legge regionale doveva essere approvata entro febbraio, ma il Testo Unico dell'Ambiente - un provvedimento nazionale che tutte le Regioni italiane considerano, oltre che incostituzionale, dannoso e controproducente - approvato in seconda lettura dal Consiglio dei ministri il 19 gennaio scorso e, mentre scriviamo, all'esame finale delle Commissioni parlamentari - ne ha modificato formalmente i presupposti di legittimità.
Questo improvviso ostacolo rallenta, ma non ferma, il cammino del rilancio e del rinnovamento dei Consorzi di bonifica in Emilia-Romagna. Siamo già al lavoro, in attesa di chiarimenti o di auspicabili diversi orientamenti nazionali, per introdurre in breve tempo le modifiche necessarie per l'approvazione e la vigenza della nuova legge nel corso di quest'anno.

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