GENNAIO 1999 - anno 27°, n. 1
Editoriale
Nuove regole per la cooperazione
Paolo Cattabiani
"La cooperazione agroalimentare: una risorsa per il cambiamento" è stata la parola d'ordine del recente congresso dell'Anca-Legacoop dell'Emilia-Romagna. Noi vorremmo fare del termine chiave di questa frase, "cambiamento", la leva più importante con la quale operare. Scomparso infatti quasi del tutto il collante ideologico che ha in parte motivato l'appartenenza dei soci alla cooperativa, non è vero che al suo posto non è rimasto niente: sono rimasti i bisogni dei soci ed è da questi che dobbiamo ripartire per ridisegnare il profilo della cooperazione agroalimentare.
Riqualificare il progetto cooperativo significa tra le altre cose: affrontare la questione del rapporto tra socio e cooperativa con strumenti aggiornati in grado di interpretare il presente e di cogliere le potenzialità del futuro; un adeguamento della legislazione capace di accompagnare attivamente lo sviluppo dell'impresa cooperativa.Dobbiamo prendere coscienza che in cooperativa vi sono soci-imprenditori tra loro diversi che devono essere trattati in modo differente ed allo stesso modo soddisfacente. I probi pionieri di Rochdale hanno dettato il principio "una testa un voto" perché 154 anni fa questo problema non esisteva. Adesso il problema è quello di trovare un nuovo collante, basato su nuove regole, in grado di stabilire adeguate compatibilità tra esigenze diverse di soggetti (i soci) tra loro dissimili: in una parola di emendare, senza snaturarlo, il principio di "una testa un voto". La strutturale bassa capitalizzazione è un'altra delle caratteristiche che hanno sempre caratterizzato la cooperazione. Si è provato in questi anni a fare fronte a questa criticità, prima sommando alla capacità di reddito l'aiuto di contributi pubblici a sostegno degli investimenti e poi attraverso processi di riassetto societario. La norma che consente di accantonare a riserve indivisibili gli utili prodotti dalle cooperative rappresenta lo strumento che ha permesso di raggiungere livelli consistenti di patrimonializzazione.
L'accumulazione indivisibile ha però anche determinato la rinuncia alla remunerazione dei soci sia sul versante dei ristorni, sia su quello della distribuzione degli utili, sia infine su quello di accesso al "capital gain". Si tratterebbe pertanto di prevedere, in sede statutaria, la facoltà (non l'obbligo) di costruire riserve disponibili (max 49%) e distribuibili ai soci finanziatori solo al momento dello scioglimento della cooperativa e di determinare la libera trasferibilità delle azioni.
Fermo restando che le riserve indivisibili comunque si alimentano con almeno il 51% degli utili, la riserva divisibile può a sua volta essere nutrita attraverso una quota di utili proporzionale al rapporto tra capitale conferito dai soci finanziatori e patrimonio delle cooperative. Ovviamente, il regime fiscale da riservare agli utili destinati alla remunerazione dei soci finanziatori ed alle riserve disponibili non potrà che essere quello ordinario. A nostro parere, dar corso a questi mutamenti non significa procedere ad una omologazione acritica del nostro modello; al contrario, vuol dire garantirgli maggiore flessibilità, mantenendo alcuni irrinunciabili tratti distintivi.
Le rubriche
AGENDA LEGISLATIVA ( PDF - 48 Kb )
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A cura di a cura della Redazione
Sommario
EMILIA-ROMAGNA
Il programma "Leader II" aiuta lo sviluppo rurale ( PDF - 90 Kb )
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Piante da frutto: requisiti per i nuovi impianti ( PDF - 66 Kb )
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POLITICHE COMUNITARIE
La nuova strategia dell'Ue per tutelare le foreste ( PDF - 103 Kb )
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Vite, ecco come difenderla contro il mal dell'esca ( PDF - 257 Kb )
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Nella torrida estate 1998 il Cer ha salvato le colture ( PDF - 229 Kb )
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I costi del benessere nell'allevamento suinicolo ( PDF - 192 Kb )
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Una Finanziaria "verde" da 3.590 miliardi ( PDF - 52 Kb )
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EMILIA-ROMAGNA
Regolamento 2078, il bilancio è positivo ( PDF - 372 Kb )
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Imballaggi Cpr System: la logistica fa progressi ( PDF - 109 Kb )
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SPERIMENTAZIONE
Colture foraggere: liste varietali 1999 ( PDF - 457 Kb )
A cura di A cura dell'Assessorato Agricoltura, Regione Emilia-Romagna e del Centro Ricerche Produzioni Animali, Reggio Emilia
BIETICOLTURA
La lotta anti-cercospora a minor impatto ambientale ( PDF - 416 Kb )
A cura di Franco Cioni
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Incendi boschivi: prevenire è la migliore difesa ( PDF - 229 Kb )
A cura di Stefano Bassi
AMBIENTE
Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ( PDF - 308 Kb )
A cura di A cura del Servizio Paesaggio, Parchi e Patrimonio Naturale, Regione Emilia-Romagna


