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GENNAIO 2001 - anno 29°, n. 1

 

Editoriale

Le risposte obbligate per il mondo agricolo

Non si può cominciare il 2001 senza riflettere sulla mobilitazione del mondo agricolo che ha chiuso l'anno appena trascorso e che anche in Emilia-Romagna ha vissuto momenti significativi. L'agricoltura è tornata a far sentire la sua voce, all'insegna di un patto tra produttori e consumatori capace di garantire alimenti sani e di qualità, per difendere e vedere riconosciuto un ruolo centrale nell'economia e nella società italiana.
Migliaia di imprenditori hanno ribadito richieste fondamentali, che sono andate oltre la pur importante scadenza della legge finanziaria. La sicurezza alimentare, la valorizzazione dei prodotti tipici, il lavoro, la legge di orientamento per il settore agricolo che manca da dieci anni, la riforma fiscale sono i temi che più hanno tenuto alta l'attenzione in numerose manifestazioni, nelle quali tantissime persone hanno potuto toccare con mano e capire meglio cosa significa oggi vivere ed operare nelle nostre campagne.
Pensiamo sia riduttivo collegare automaticamente il malessere delle scorse settimane alla sola vicenda della "mucca pazza" - peraltro non conclusa - ed alla difesa di obiettivi corporativi. Le organizzazioni professionali hanno cercato in varie forme di irrobustire il dialogo tra parti sociali diverse nell'interesse generale. E' una strada che va percorsa con ancora maggiore convinzione e non soltanto nei momenti di difficoltà.

Adesso sono necessarie risposte politiche più organiche, sedi di concertazione efficaci per un progetto più alto che - a partire dalla legge di orientamento - abbia al centro una nuova concezione dell'agricoltura, per esaltarne tutte le potenzialità, sia sotto l'aspetto produttivo, sia per il grande contributo che può dare alla tutela dell'ambiente e della salute. Risposte che devono assolutamente considerare l'enorme trasformazione del settore primario avvenuta in questi anni, il cambiamento vorticoso dei mercati, una promozione più efficiente del "made in Italy", la necessità di innovazioni tecniche e scientifiche, i bisogni dell'impresa, le nuove esigenze dei consumatori.
Non si può più misurare il passo dell'agricoltura con il metro di vecchi concetti ormai superati. Fare l'agricoltore oggi è un mestiere molto più difficile e rischioso che nel passato. Se le risposte politiche sono decisive, è altrettanto determinante una maggiore unità del mondo agricolo. Qualcuno ha affermato che non si tratta di una medicina scaduta, ed ha ragione. Esistono certamente opinioni diverse, ma il fine da raggiungere è chiaro a tutti. Un progetto alto e una nuova centralità dell'agricoltura non possono realizzarsi se si procede divisi.

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