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GENNAIO 2009 - anno 37° n.1

 

Editoriale

Meno Consorzi, ma più bonifca

Tiberio Rabboni

Meno Consorzi, meno spese, più economie e più efficacia operativa a tutto vantaggio delle manutenzioni, della difesa idraulica, dell'irrigazione e dei soci contribuenti. Questa, in poche parole, la finalità del progetto di legge 'Rideterminazione dei comprensori di bonifica e riordino dei Consorzi' licenziato dalla Giunta regionale dell'Emilia-Romagna lo scorso dicembre, dopo una positiva intesa con le organizzazioni agricole e un proficuo confronto con il 'Tavolo regionale dell'imprenditoria' e Confindustria Emilia-Romagna; il progetto è attualmente all'esame dell'Assemblea legislativa regionale per l'approvazione definitiva. La nuova organizzazione prevede 5 comprensori di bonifica corrispondenti ai 5 sottobacini del Po, 2 comprensori per il bacino del Reno e 1 per i bacini dei fiumi romagnoli e del Marecchia - Conca. Si scende quindi dagli attuali 15 comprensori e 16 Consorzi di gestione, incluso quello di secondo grado operante nell'area ferrarese, ad 8. Nell'occasione sono stati anche modificati i confini dei precedenti comprensori, perrenderli maggiormente aderenti alla conformazione dei bacini e agli ambiti operativi dei Servizi regionali di bacino con i quali l'attività di bonifica deve opportunamente relazionarsi ed integrarsi.

Un'attenzione particolare è riservata alle specificità di taluni territori di confine. È il caso dell'impianto idrovoro di Pilastresi: pur trovandosi in provincia di Ferrara, è gestito dal Consorzio modenese, svolge importanti funzioni soprattutto per il comprensorio ferrarese e verrà gestito in forma concordata, tramite un'intesa tra il Consorzio modenese e quello ferrarese. È inoltre prevista un'attività concordata tra il Consorzio modenese e quello bolognese per quanto riguarda il territorio dei comuni bolognesi che la rideterminazione dei confini ha posto nell'ambito modenese dal momento che scolano le proprie acque nel fiume Panaro e quindi nel bacino del Po.

Nel progetto di legge è scritto che l'Assemblea legislativa nomini dal 1° settembre 2009 i consigli di amministrazione provvisori deiConsorzi, che dovranno adottare i nuovi statuti e indire le elezioni generali dei nuovi organi consortili. Sempre il progetto afferma che in ogni Consiglio di amministrazione non potranno ricevere compenso più di 3 consiglieri, compresi il presidente e il vicepresidente; inoltre, con la prima attuazione del riordino dovranno essere 'valorizzate le professionalità (interne) esistenti', anche per corrispondere alle legittime aspettative dei dipendenti dei Consorzi e dei loro sindacati.

Dunque, viene posto in opera un altro tassello della politica regionale per rendere più efficienti le amministrazioni pubbliche e i soggetti di diritto pubblico (dopo Comunità Montane, Ato, Agenzie per la mobilità, Spa pubbliche) e un primo intervento di innovazione sull'attività di bonifica.

A breve seguirà un secondo e definitivo intervento di riforma complessiva. Nei primi mesi del 2009 riprenderà infatti l'esame, con l'obiettivo dell'approvazione in Assemblea legislativa entro quest'anno, del progetto di legge della Giunta regionale 'Riordino del sistema di sicurezza territoriale, difesa del suolo, della costa e bonifica, risorse idriche'.

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