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GIUGNO 2010 - anno 38°, n.6

GIUGNO 2010 - anno 38°, n.6

Editoriale

Un obiettivo su tutti: più reddito alle imprese

Tiberio Rabboni

Bisogna rapidamente ricostituire le condizioni minime di redditività per l’agricoltura. Tutto e tutti devono convergere verso questo obiettivo, senza il quale la parola futuro avrà un senso solo per pochi e consolidati protagonisti.

 

C’è bisogno di misure straordinarie anticrisi, di nuove strategie per ridurre i costi ed aumentare i ricavi, di nuove regole a tutela del valore dell’attività agricola. Il forte calo di redditività nel settore non è dipeso solo dalla crisi mondiale, dalla diminuzione dei consumi alimentari e dalle eccedenze sui mercati, tutti elementi veri, nei confronti dei quali vanno comunque studiate ed adottate adeguate contromisure per tentare di prevenire e contrastare il loro ripetersi nel tempo. Il reddito agricolo diminuisce anche perché si è accentuato il potere contrattuale e commerciale della grande distribuzione, il peso delle componenti extragricole nelle filiere agro-alimentari, l’aggressività dei competitori stranieri e, non ultima, la volatilità dei prezzi agricoli che riflettono dinamiche europee e mondiali di domanda-offerta, assolutamente fuori dalla nostra portata.

 

Ecco perché c’è bisogno di nuove regole in Italia e in Europa a tutela del valore dell’agricoltura. Quali? Ne indico sinteticamente quattro: un codice di “condotta”della grande distribuzione verso i produttori agricoli, sostenuto da incentivi e penalizzazioni fiscali, com’è già avvenuto in Francia su iniziativa del presidente Sarkozy; l’adozione di un rigoroso criterio di “reciprocità” negli scambi commerciali con i Paesi extraeuropei per quanto riguarda le barriere fitosanitarie e sanitarie, caratteristiche qualitative dei prodotti, etichettatura e tracciabilità, riconoscimento e contrasto delle frodi di prodotti a denominazione di origine protetta; nuovi strumenti di garanzia del reddito aziendale minimo quando ci sono gravi fenomeni di volatilità dei prezzi e crisi di mercato, già attivi per altro negli Usa; una drastica riduzione dei controlli e degli adempimenti burocratici.

 

In questa direzione ci attendiamo dal Governo e dal nuovo ministro una maggioreincisività e concretezza rispetto al recente passato. Bisogna contribuire a nuove e buone decisioni europee, sapendo però che, per essere credibili in Europa, occorre, prima di tutto, esserlo in Italia. Le ultime due leggi finanziarie dello Stato hanno tolto risorse all’agricoltura. Non è stato così in Francia e in Germania. Ci aspettiamo dunque una inversione di tendenza, in particolare per quanto riguarda i fondi per il credito, per i programmi nazionali di filiera, per il programma irriguo e per le agro-energie di filiera corta.

 

Quanto a noi, forniremo già nei primi cento giorni della nuova legislatura regionale, un ulteriore e autonomo contributo all’obiettivo redditività. Intanto mettendo in opera quattro specifici progetti di riduzione degli oneri burocratici in capo alle aziende (registro unico dei controlli, razionalizzazione della filiera istituzionale, sportello on line, Agrea), poi avviando tre specifici programmi regionali su altrettanti fattori di redditività: l’aumento della produzione di energia nelle aziende agricole, una maggiore disponibilità irrigua attraverso nuovi invasi, lo sviluppo degli organismi interprofessionali e delle pratiche di agricoltura contrattualizzata per predeterminare la redditività delle produzioni.

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