GIUGNO 2012 - anno 40°, n.6
Editoriale
Dopo il terremoto ricostruire subito
Tiberio Rabboni
Il sisma che ha colpito la Pianura padana ha lasciato ferite profonde: lutti, rovine, sofferenze, angoscia. Per chi ne è rimasto coinvolto nulla sarà più come prima. I danni toccano le comunità, i grandi servizi collettivi, i luoghi della storia e dell’identità collettiva, le condizioni di vita e di lavoro delle persone e delle imprese, la loro capacità produttiva e di reddito, il ruolo sociale, le prospettive.
In queste condizioni l’avvio immediato della ricostruzione con nuovi parametri di sicurezza sismica per tutti gli edifici e le attività costituisce l’unico sollievo possibile. Bisogna ricostruire al più presto per ridurre la durata dei disagi e della condizione di “terremotati” e dare, nello stesso tempo, un senso e un traguardo ai sacrifici imposti dalla situazione.
Le iniziative messe in atto dalla Regione Emilia-Romagna con il Governo, con gli Enti locali e con le rappresentanze imprenditoriali e sociali dei territori colpiti vanno tutte in questa direzione. Ciò che vogliamo è che, una volta accertati i danni, si possa procedere immediatamente all’avvio dei lavori di ricostruzione e di ripristino con procedure semplificate e risorse certe, effettivamente disponibili. Questo è quanto abbiamo preteso e concordato con le autorità nazionali ed è l’obiettivo di fondo della neonata gestione commissariale straordinaria in capo alla Regione, ai Comuni e alle Province.
Per quanto riguarda l’agricoltura, abbiamo già individuato le fonti finanziarie. La prima è il Fondo nazionale (2,5 miliardi di euro nel triennio) per la ricostruzione destinato a tutti i settori, agricoltura compresa, derivante dai proventi dell’aumento delle accise sulla benzina, istituito dal Governo con apposito decreto-legge. Poi ci sono circa 100 milioni di euro, riservati alle imprese agricole e agroalimentari, frutto della decisione delle Regioni italiane e del ministro dell’Agricoltura di destinare all’Emilia-Romagna una quota dell’annualità 2013 dei rispettivi Programmi di sviluppo rurale in segno di concreta solidarietà e vicinanza agli agricoltori emiliani terremotati.
È stato poi costituito un fondo straordinario di rotazione, gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, per anticipare, ad un tasso di interesse fortemente abbattuto, il finanziamento necessario alla ricostruzione, in attesa della formale erogazione dell’indennizzo pubblico per i danni provocati dal terremoto. Attraverso la società Sgfa-Ismea si attiveranno, sempre a costi abbattuti, garanzie e controgaranzie per accedere alle anticipazioni creditizie dello stesso Fondo di rotazione. Ancora, è già stata inoltrata all’Unione europea la richiesta di anticipare a luglio 2012 l’acconto del 50% dei pagamenti Pac spettanti alle aziende agricole dei territori colpiti.
Un altro capitolo importante riguarda il Parmigiano-Reggiano danneggiato dal sisma, per il quale si sono realizzati interventi di autofinanziamento solidale da parte dei soci del Consorzio di tutela, tramite vendite a prezzo concordato con le principali insegne della Gdo: una parte del ricavato - un euro al chilogrammo - verrà destinata ad indennizzare i produttori. Infine, si è deciso che il ripristino delle strutture di bonifica rese inagibili dal terremoto rientrerà tra gli interventi di “somma urgenza” al pari di altre strutture collettive e pubbliche di primaria importanza territoriale.
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