Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› LUGLIO-AGOSTO 2005 - anno 33°, n. 7/8

 

LUGLIO-AGOSTO 2005 - anno 33°, n. 7/8

 

Editoriale

Più spinta alle aggregazioni per sconfiggere la crisi

Tiberio Rabboni

Migliaia di produttori, nelle scorse settimane, hanno dato voce e visibilità, a Bologna e a Faenza, al malcontento del mondo agricolo ed alla necessità di rapide ed efficaci politiche nazionali e comunitarie.
L'insoddisfazione è tanta e giustificata.
Si pensi ai coltivatori di pesche e nettarine, che affrontano per il secondo anno consecutivo una drammatica crisi di mercato e di prezzo; ai produttori del Parmigiano-Reggiano, che fanno i conti con una netta caduta dei prezzi e con la forte concorrenza di altri formaggi a pasta dura e contraffatti. A questo proposito, va salutata con soddisfazione la recente decisione del Codex Alimentarius, l'organismo internazionale Fao-Oms sulla sicurezza alimentare, di respingere l'ennesimo tentativo, stavolta ad opera degli Usa, di "legalizzare" l'uso del termine Parmesan. Infine si pensi al settore bieticolo-saccarifero, che vive nell'incertezza, in attesa della definizione della nuova Ocm a livello comunitario che potrebbe decretarne la scomparsa.
La sensazione degli agricoltori è di attraversare una stagione di enormi difficoltà, senza una guida forte ed appropriata. Anche per questo bisogna superare rapidamente le divisioni politiche ed associative del mondo agricolo regionale, in modo che l'Emilia-Romagna possa parlare con una voce sola a Roma ed a Bruxelles, indicando con chiarezza ed univocità le cose da fare per governare le difficoltà e costruire il futuro. Ma l'unità e la coesione sono necessarie anche per migliorare noi stessi.
Siamo infatti in presenza di una crisi che risente in modo determinante dell'andamento negativo del mercato e della caduta dei consumi, aggravata dalla concorrenza internazionale sleale e dalla debolezza organizzativa del mondo agricolo, caratterizzato dalla presenza di Op ancora troppo frammentate e sottodimensionate rispetto alle esigenze del confronto competitivo, e da filiere agro-alimentari eccessivamente lunghe, dispersive e scarsamente integrate. Il rilancio della competitività del sistema agroalimentare nazionale e regionale passa poi anche attraverso la riorganizzazione ed il potenziamento dei controlli sulle importazioni (come richiesto all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni al Governo, su richiesta del presidente di turno, Vasco Errani) ed uno sforzo corale di tutti i protagonisti per l'innovazione della filiera e il superamento della frammentazione organizzativa.
Ciò che sta avvenendo nel comparto ortofrutticolo è in qualche modo indicativo delle potenzialità che possono scaturire dalla riorganizzazione e dall'aggregazione dei produttori. Dopo che la Regione ha istituito il "Tavolo regionale ortofrutticolo", con tutte le rappresentanze del settore, lo stesso "Tavolo" ha promosso una società per la commercializzazione dei prodotti, e in breve tempo si è giunti ad un accordo con la grande distribuzione per una importante campagna nazionale di promozione del consumo di pesche e nettarine: un milione e mezzo di confezioni da 3 chilogrammi di frutta di qualità a prezzo remunerativo per il produttore e calmierato per il consumatore, all'insegna del messaggio "frutta è salute".
Da questo primo accordo promosso dalla Regione Emilia-Romagna stanno ora prendendo forma ulteriori idee e iniziative verso l'apertura di nuove opportunità commerciali in Italia e in Europa. L'aggregazione dei produttori e gli accordi di filiera aprono nuove opportunità di mercato e di reddito per gli agricoltori. Lavoriamo dunque per far crescere questa consapevolezza.
La Conferenza agricola regionale del prossimo autunno avrà al centro questo orizzonte, da declinare con progetti puntuali e concreti.
Lo stesso cercheremo di fare con il nuovo Piano regionale di sviluppo rurale 2007-2013, sostenendo tutte le iniziative aziendali che dimostreranno di sviluppare la competitività delle filiere agro-alimentari regionali e la diversificazione delle attività, con priorità ai progetti espressione di aggregazioni esistenti o indirizzati a creare nuove aggregazioni tra produttori e filiere.

Le rubriche

Sommario