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LUGLIO-AGOSTO 2007 - anno 35°, n. 7-8

 

Editoriale

Credito agrario, insieme possiamo cambiare passo

Tiberio Rabboni

Le imprese agricole emiliano-romagnole hanno alle spalle un triennio difficile, generatore in molti casi di un indebitamento non sostenibile che oggi rischia di compromettere le possibilità di investire, di sfruttare le occasioni di una congiuntura economica più favorevole e quelle offerte dagli strumenti di intervento pubblico (nuove Ocm ortofrutta e vino, Piano regionale di sviluppo rurale 2007-2013, per ricordarne alcuni).
Bisogna contrastare il clima di precarietà e anche di disillusione presente in molti nostri imprenditori, che per quanto possibile vanno messi in grado di proseguire l'attività e di competere. Il credito agrario è un'arma decisiva per farlo, e da tempo la Regione vi dedica un'attenzione particolare.
Nello scorso numero della rivista abbiamo presentato l'ampio ventaglio di ciò che la Regione, con il sistema bancario, gli Agrifidi e l'Ismea è riuscita a mettere in campo, a partire dalla legge 17 dell'ottobre 2006 che ha ampliato le possibilità di intervento degli Agrifidi. Ma è il momento di allargare l'orizzonte, di fare cose nuove,
importanti e utili. Anche in vista delle scadenze imposte dall'accordo di Basilea 2, il nostro obiettivo è rendere meno oneroso e più agevole il ricorso al credito da parte delle aziende agricole - singole e associate - attraverso un rapporto paritario con il sistema bancario. Per questa via va reso più sostenibile l'indebitamento fisiologico delle imprese, ma soprattutto va data la possibilità alle imprese di usufruire di credito a costi contenuti per poter accedere ai nuovi finanziamenti pubblici con risorse adeguate.
È un traguardo che possiamo raggiungere percorrendo tre strade. Anzitutto elevando le garanzie, la capitalizzazione, la capacità contrattuale e la gamma dei servizi degli Agrifidi con la creazione, possibilmente entro il 2008, di un unico Consorzio fidi regionale, articolato per province.
In secondo luogo, estendendo le convenzioni tra Regione, Ismea, Agrifidi e banche all'intero ventaglio di attività dell'azienda agricola, incluse quelle che riguardano le agroenergie e la multifunzionalità, anche con anticipi a tasso agevolato sui pagamenti dei premi erogati da Agrea.
In terzo luogo assicurando il più largo accesso delle imprese ai finanziamenti pubblici non soltanto con contributi in conto capitale, ma anche in conto interessi.
Su tutto ciò abbiamo presentato proposte concrete a banche, Ismea, Agrifidi e mondo agricolo regionale. I risultati sono alla nostra portata: dipendono dal livello di convergenza e coesione che sapranno esprimere tutti i soggetti interessati.

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