LUGLIO-AGOSTO 2009 - anno 37°, n.7/8
Editoriale
Più credito all’agricoltura. Il contributo della Regione
Tiberio Rabboni
Le conseguenze della grave crisi finanziaria internazionale si fanno pesantemente sentire anche sull’agricoltura. La contrazione dei volumi di capitale liquido disponibile presso le banche per gli investimenti e per le anticipazioni alle imprese ha determinato una forte stretta negli impieghi creditizi ed una contestuale richiesta di maggiori garanzie per l’erogazione dei finanziamenti.
In queste condizioni per le imprese è sempre più difficile gestire l’indebitamento e acquisire denaro per l’esercizio e gli investimenti di innovazione e sviluppo. Le difficoltà possono essere mitigate dal sostegno pubblico all’accesso al credito, come sta avvenendo in tutte le economie sviluppate e nei principali settori produttivi. Purtroppo, però, l’agricoltura italiana fa eccezione. Non sono all’orizzonte provvedimenti nazionali di un qualche rilievo. Anzi, paradossalmente, si sono tagliate le risorse già disponibili negli anni precedenti. È un errore: non si può e non si deve interrompere il flusso vitale che dà alle imprese la possibilità di lavorare, investire e svilupparsi.
Per questo abbiamo attivato un programma di interventi regionali che mette al centro i Consorzi di garanzia agricoli come interfaccia tra banche ed imprese.
Anzitutto, con il recente assestamento del bilancio regionale, sono state aumentate del 50% (da 3,5 a 5,25 milioni di euro) le risorse destinate ai Consorzi fidi, intervento che fa seguito a quello di ricapitalizzazione (circa 5 milioni di euro), mentre sta procedendo il processo di aggregazione e fusione degli stessi organismi. Un obiettivo che consideriamo essenziale per accrescere la capacità negoziale e la gamma dei servizi offerti.
In secondo luogo, l’intesa tra Regione e 14 istituti di credito ha aperto un importante canale per favorire l’accesso al credito - a tassi più bassi e migliori condizioni rispetto al mercato - delle aziende agricole ammissibili ai finanziamenti del Programma di sviluppo rurale e delle Organizzazioni comuni di mercato. Tra l’altro è previsto che il finanziamento bancario possa riguardare l’intero investimento, in modo da anticipare, con un adeguato periodo di preammortamento, anche la parte di contributo regionale (mediamente il 40%) che viene poi erogata al collaudo dei lavori.
Ancora, l’accordo Regione - Ismea, che sta diventando operativo, favorirà il consolidamento del debito delle imprese tramite la garanzia dei Consorzi fidi e la cogaranzia della Sgfa, società appositamente costituita dell’Ismea.
Infine, per il credito di conduzione, la Regione, utilizzando prontamente ed in modo innovativo le possibilità offerte dal Regolamento “de minimis” (Reg. Ce 1535/07) che consente, per il valore contenuto degli importi (non più di 7.500 euro ad azienda nel triennio) di concedere gli aiuti senza bisogno di notifica della misura all’Unione europea, ha varato due programmi, per i settori lattiero - caseario e suinicolo. La somma stanziata per i due programmi, che si stanno attuando tramite i Consorzi fidi, è di 500 mila euro.
Queste azioni, accanto a quelle messe in atto da Camere di Commercio, Province e Comuni, costitutiscono un contributo concreto per migliorare l’accesso al credito e , contemporaneamente, un invito al governo ad un’iniziativa veramente significativa ed adeguata.
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