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MAGGIO 2003 - anno 31°, n. 5

 

Editoriale

Teniamoci cara l'acqua che abbiamo

Con la costruzione del piano di tutela delle acque, la Regione ha intrapreso una sfida impegnativa, in linea con le direttive dell'Ue, per far raggiungere una qualità "sufficiente" ai principali corpi idrici dell'Emilia-Romagna entro il 2008 e "buona" entro il 2016.
Altri obiettivi importanti del piano saranno garantire il deflusso minimo vitale ai fiumi, diminuire il prelievo da falda - principale causa della subsidenza in vaste aree - e incidere sulle dinamiche dei consumi, incentivando il risparmio idrico.
E' l'agricoltura a consumare più acqua in Emilia-Romagna, il 63% del bilancio idrico regionale, 1.212 milioni di metri cubi l'anno secondo stime recenti, ed è ovviamente il settore maggiormente interessato a politiche di utilizzo razionale che al contempo ossano salvaguardare la qualità delle produzioni ed il reddito degli agricoltori.
Fortunatamente non si parte da zero: in Emilia-Romagna negli ultimi vent'anni - risale al 1984 l'avvio del Videotel - sono stati e sono numerosi gli studi e le esperienze in questo campo che ne hanno fatto una regione all'avanguardia, con 40 mila ettari serviti oggi dalla microirrigazione.
Una politica di uso oculato dell'acqua in agricoltura ha molte sfaccettature: quella, ad esempio, di mantenere un vantaggio competitivo alle nostre aziende nell'Ue oggi a 15 e domani a 25 Stati membri. Ma anche quella di tarare le esigenze irrigue tilizzando una risorsa che per due terzi proviene dal Po attraverso il sistema della bonifica, sollevata con un notevole costo energetico, e per n terzo tratta da corsi d'acqua superficiali e da falda.
L'obiettivo del deflusso minimo vitale accelera dunque, a ben vedere, interventi sul reticolo irriguo per migliorarne l'efficienza; ichiede un ampio uso di sistemi e metodi irrigui appropriati e della fertirrigazione, nonché piani di accumulo e conservazione ell'acqua; impone irrigazioni sempre più "guidate" dal bilancio idrico aziendale, dal tipo di coltura e di terreno, tecniche agronomiche pecifiche e la scelta di specie, varietà e portinnesti meno idroesigenti.
In un recente seminario del Centro studi aziendali a Bologna si è sottolineato da più parti come occorre sostenere il risparmio dell'acqua con un'ampia informazione ed educazione ai cittadini della nostra regione. Nel caso dell'agricoltura, bisogna anche fornire tutta la necessaria assistenza tecnica alle imprese.
L'informazione è indispensabile per poter coinvolgere tutti i soggetti interessati nelle scelte che riguardano e riguarderanno la isorsa idrica. Che, lo sappiamo, non è infinita: per questo dovremmo cambiare la nostra cultura e molte delle nostre abitudini.

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