Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› MARZO 2003 - anno 31°, n. 3

 

MARZO 2003 - anno 31°, n. 3

 

Editoriale

Il giusto sguardo

Guido Tampieri

L'origine è importante. Per gli uomini e per le cose. Ma non dice tutto. Un uomo non è solo dove è nato, è il suo corredo genetico, è le persone che ha incontrato, i libri che ha letto, la religione in cui crede.
Un prodotto non è solo il luogo dove è coltivato. Il pomodoro, in America dove ha origine, diventa ketchup. In Italia lo usiamo per condire la pasta di grano duro.
L'identità che dobbiamo valorizzare è fatta di territorio, storia, cultura, esperienza, ricerca. Indicare l'origine dei prodotti è una cosa buona. Pensare che dia risposta da sola al grande problema della remunerazione dei prodotti e ci sollevi dalla difficile costruzione delle altre condizioni necessarie per vincere le sfide della competizione mondiale potrebbe essere, invece, una pericolosa scorciatoia.
L'etichettatura obbligatoria non è sufficiente per riempire gli scaffali della grande distribuzione di carni bovine italiane.
La pesca Igp di Romagna, con tanto di bollino comunitario che ne certifica l'origine direttamente al consumatore, fatica a conquistare i mercati con prezzi remunerativi.
La pera Igp, invece, ha una posizione dominante di mercato e caratteristiche qualitative distintive, trae giovamento dall'origine e riserva ancora soddisfazioni economiche.
La patata tipica di Bologna è un piccolo capolavoro di intelligenza organizzativa. Ma quando tutta l'ortofrutta avrà, come è giusto, l'indicazione dell'origine, non è certo che la patata del Molise, per la sola ragione di essere italiana, ottenga un prezzo più alto.
Se non c'è governo dell'offerta ogni prodotto soffre la competizione di prezzo.
Perfino il Parmigiano - Reggiano.
L'esperienza nella regione d'Europa più ricca di riconoscimenti territoriali ci dice che origine, qualità e sicurezza sono requisiti necessari e distinti, che richiedono politiche e strumenti integrati, non sovrapposti o, peggio, contrapposti. Perché è il loro assieme che definisce l'identità.
Il consumatore ha diritto di essere informato. E' nostro interesse che lo sia. Ma le sue molte domande non hanno una sola, esaustiva risposta. Per ognuna di esse servono azioni appropriate.
La tracciabilità nasce in primo luogo come esigenza collegata al problema della sicurezza alimentare. Comunica la garanzia che l'intera filiera è sotto costante controllo.
Così il problema è stato affrontato in tutti i Paesi.
A questa impostazione si deve attenere una regione d'Europa che esporta nel mondo e vuole favorire l'evoluzione dei sistemi d'impresa verso i requisiti richiesti dal mercato.
La legge regionale da priorità ai progetti che prevedono l'indicazione esplicita dell'origine dei prodotti. Definire una rintracciabilità della Regione Emilia-Romagna fuori dal contesto internazionale sarebbe inappropriato. Se tutte le Regioni lo facessero, avremmo una Babele.
L'urgenza di risolvere i problemi non li rende più semplici. Il lavoro da fare per difendere il reddito degli agricoltori non è mai finito.
Serve il giusto sguardo, come lo chiama Socrate, la coscienza dell' imperfezione, la voglia di interrogarsi e confrontarsi sempre.
E aiuta, forse, immaginare un mondo non popolato di soli nemici.

Le rubriche

Sommario