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MARZO 2005 - anno 33°, n. 3

 

Editoriale

L'agricoltura è anche donna

In Italia, su 100 imprese femminili, 55 appartengono ai settori del commercio e dell'agricoltura. Quasi un'impresa agricola su tre è condotta da donne, e negli ultimi dieci anni la loro presenza alla guida delle aziende è aumentata rispetto agli uomini.
Nelle campagne, le donne italiane in termini assoluti sono al vertice di 270 mila imprese, molto spesso tecnologicamente avanzate, attente alle coltivazioni biologiche ed ecocompatibili, in grado di generare sbocchi occupazionali. E' un numero secondo solo a quello delle attività commerciali, ma superiore a quello di attività manifatturiere, alberghi, ristoranti, attività immobiliari e servizi finanziari.
I dati emergono da un'analisi della Coldiretti svolta in occasione dell'8 marzo scorso sulla base del primo rapporto nazionale sulle imprese femminili, pubblicato dal ministero delle Attività produttive e da Unioncamere.
E' soprattutto nelle attività più innovative e creative che il ruolo delle donne si impone con una presenza superiore alla media: nell'agriturismo, nelle fattorie didattiche, nel valorizzare la biodiversità salvando piante ed animali in via di estinzione, nella vendita diretta ai consumatori dei propri prodotti. Risulta molto alta, nel mondo femminile, la contrarietà all'uso di organismi geneticamente modificati.
Nell'agricoltura multifunzionale, rinnovabile e di servizio - che non sfrutta soltanto il territorio - si sono aperti interessanti opportunità di impiego per le donne. Anzi, particolarmente in questo tipo di agricoltura c'è bisogno della presenza femminile. Del resto, la scelta imprenditoriale delle donne, come sottolineano alcuni studi anche in Emilia-Romagna, è fatta consapevolmente, per investire sul proprio futuro.
La stessa occupazione femminile nella regione nel 2004 ha raggiunto, con sei anni d'anticipo, gli obiettivi fissati dalla Unione europea al 2010.
Il cammino da percorrere ora è quello della piena integrazione, della formazione, della parità di accesso a impieghi ed a funzioni più qualificate, della promozione dell'imprenditorialità e delle imprese "in rosa", per usare un termine un po' abusato.
Per citare il professor Giovanni Ballarini, dell'Università di Parma, "come quindicimila, forse ventimila anni fa furono le donne che inventarono l'agricoltura e diedero avvio alla cultura contadina, con le sue tradizioni, oggi ancora, di nuovo, abbiamo bisogno delle donne per salvare una cultura contadina ... essenziale per mantenere e sviluppare alti livelli di qualità della vita. Insomma, "..le donne sono il futuro del passato".

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