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NOVEMBRE 1999 - anno 27 n. 11

 

Editoriale

Vino, con la nuova Ocm occasioni da non perdere

Con il varo della nuova organizzazione comune di mercato del vino, nell'ambito di Agenda 2000, si sono aperte nuove chances per la viticoltura regionale, che in questi ultimi anni ha già raggiunto buoni livelli di qualità e di reddito.
La nuova Ocm , semplificando il quadro normativo europeo che disciplina la filiera vitivinicola, prevede tra l'altro la possibilità di realizzare piani di ristrutturazione e riconversione dei vigneti e di effettuare nuovi impianti mettendo a disposizione notevoli finanziamenti. Inoltre è stata abolita la distillazione obbligatoria sostituendola con quella di crisi, che interviene soltanto in situazioni congiunturali del mercato, dichiarate dai Paesi membri interessati: ciò consente di eliminare, sin dall'inizio di ogni campagna, le eventuali eccedenze di produzione senza gravi turbative nei prezzi.
Tutto ciò è però subordinato alla realizzazione dell'inventario del potenziale produttivo del settore, che rappresenta il primo e indispensabile passo per fare chiarezza nel comparto e per acquisire maggiore capacità negoziale nei rapporti con l'Ue.

La Regione Emilia-Romagna si sta fortemente impegnando con le organizzazioni dei produttori a tutti i livelli per attivare sportelli provinciali insieme all'Aima - che continua ad operare a termine - affinchè l'inventario sia realizzato entro la prossima primavera, prima dell'entrata in vigore dell'Ocm, fissata il 1° agosto del 2000. Solo così si potranno utilizzare i contributi comunitari destinati al settore vitivinicolo, che in caso contrario verrebbero perduti. Per la viticoltura emiliano-romagnola applicare la nuova Ocm significherà rinnovare gli impianti esistenti e valorizzare ulteriormente le produzioni di qualità , rendendole più competitive sui mercati.
Inoltre, si potranno utilizzare i diritti per impiantare nuovi vigneti, che l'Ue riconosce soltanto ai Paesi in regola con l'inventario. Per questi ultimi la concessione di nuovi impianti e dei relativi benefici è anticipata, nella misura del 20% della quota nazionale, a partire dal 1° gennaio 2000. All'inventario dovrà seguire una fase di confronto e di concertazione tra pubblico e privato per aprire una nuova stagione di sviluppo della viticoltura regionale, attraverso i piani di ristrutturazione e riconversione.

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