Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› NOVEMBRE 2003 - anno 31° , n. 11

 

NOVEMBRE 2003 - anno 31° , n. 11

 

Editoriale

Le sfide dell'agroalimentare

Sono state molte le trasformazioni del sistema agroalimentare emilianoromagnolo nell'ultimo decennio: tante e tali da delinearne una nuova collocazione a livello nazionale ed internazionale, oggetto di una riflessione approfondita in un recente convegno che si è svolto a Bologna, in occasione dei dieci anni di vita dell'Osservatorio agroindustriale della Regione. Nell'ultimo decennio all'attenuazione dei livelli di produttività, anche per effetto dei limiti imposti dalla Pac, si è accompagnat a una tendenziale riduzione dei pr ezzi agricoli. Il censimento del 2000 ha messo in luce un rinnovamento generazionale non ancora concluso, con un aumento significativo delle dimensioni medie aziendali: Inoltre, si è registrata una mobilità della terra mai verificatasi negli anni precedenti, con un forte sviluppo delle aziende che gestiscono contemporaneamente terreni in proprietà e terreni in affitto. Questi cambiamenti strutturali richiedono politiche per assecondare e stimolare il ricambio generazionale e l'ammodernamento delle imprese. L'integrazione fra agricoltura, industria di trasformazione e commercializzazione dei prodotti è un altro elemento importante del sistema agroalimentare dell'Emilia- Romagna. Il crescente divario tra prezzi alla produzione e prezzi al consumo dei beni alimentari è la spia più vistosa di una "filiera incompiuta", che ha scontato l'aggravante dell'introduzione dell'euro senza alcun controllo effettivo sui prezzi. Occorre sciogliere i nodi critici con azioni che debbono portare ad una migliore organizzazione dell'offerta e allo sviluppo di accordi interprofessionali, per salvaguardare i redditi agricoli e rendere concrete le politiche di qualità e sicurezza.
Tutto il sistema, poi, deve stringere nuovi e più robusti rapporti con i consumatori, all'insegna della qualità e della sicurezza alimentare. Sui consumatori (e sull'evoluzione dei consumi) l'attenzione dev'essere massima, tenendo conto che è diminuita la spesa alimentare delle famiglie, che c'è stata una forte crescita dei pasti fuori casa e che è notevolmente aumentata la sensibilità verso la sicurezza degli alimenti.
Per formarsi un giudizio complessivo questi elementi vanno letti insieme alla crescente apertura del sistema regionale verso il resto del mondo: nel 2002 le esportazioni hanno raggiunto circa 2,8 miliardi di euro, le importazioni 3,5 miliardi. E' migliorato il saldo netto della bilancia agroalimentare regionale: dal 1992 al 2002 le esportazioni sono quasi raddoppiate, e le importazioni sono diminuite.
Si pone perciò la questione delle strategie con cui l'agroalimentare dell'Emilia- Romagna deve affrontare, a partire dal maggio 2004, la realtà dell'Unione europea a 25 membri e, su un alt ro versante, i rapporti di scambio con i Paesi che si af facciano sul Mediterraneo. Di conseguenza, il problema è come individuare linee guida di interesse generale per le future politiche pubbliche.
Alcune parole chiave - qualità, sicurezza alimentare, costi, legami col territorio, ambiente - possono indicare i fattori di un possibile sviluppo negli anni a venire. Parole chiave che però non debbono semplif icare o banalizzare la complessità territoriale e produttiva del sistema agroalimentare della regione, che tra l'altro dovrà fare i conti con una minore disponibilità delle risorse pubbliche.
Le decisioni di politica agricola, che vanno applicate in un ambito sempre più vasto, europeo ed internazionale, possono risultare nei prossimi anni molto più difficili e meno prevedibili rispetto al passato. La prospettiva non è più l'espansione produttiva, ma la salvaguardia delle posizioni e dei redditi dell'intero sistema: la sfida più grande è cambiare rimanendo sé stessi, trovando nella propria identità la leva dell'innovazione.

Le rubriche

Sommario