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NOVEMBRE 2006 - anno 34°, n. 11

 

Editoriale

UN PATRIMONIO CHE VOGLIAMO SPENDERE BENE

Tiberio Rabboni

Di fronte alle molte incognite che gravano sull'Europa verde, connesse alla verifica del 2013 sulla Pac, poter contare su risorse della Ue per 411 milioni di euro, che, sommate a quelle nazionali e regionali, arrivano ad oltre 934 milioni di euro, da destinare allo sviluppo rurale nel periodo 2007-2013, è un'occasione da non perdere per l'agricoltura emiliano-romagnola.
Come siamo arrivati a disporre di questa somma davvero rilevante - che supera di 75 milioni di euro quella relativa alla programmazione 2000-2007 - è spiegato in un articolo in questo stesso numero della rivista. In futuro difficilmente potremmo avere una disponibilità finanziaria di questa entità.
Aver ottenuto più risorse mentre si riducono i fondi della Ue significa aver visto riconosciuto il ruolo dell'Emilia-Romagna nell'ambito del sistema agroalimentare italiano, ed anche il rigore e l'efficienza dimostrati nella spesa. Non è cosa da poco, oggigiorno.
Nel frattempo abbiamo compiuto passi avanti nella definizione dei traguardi che vorremmo tagliare con il nuovo piano regionale di sviluppo rurale, che avevamo abbozzato a grandi linee nell'editoriale di un precedente numero di "Agricoltura".
Confermo che gli "assi" e gli obiettivi sono in sostanza tre. Competività, cioè avvicinare le imprese al mercato, premiando l'aggregazione di filiera e l'organizzazione.
Agroambiente, vale a dire investimenti per la tutela del territorio e valorizzazione della distintività delle nostre produzioni. Multifunzionalità, quindi una crescita delle aree rurali non soltanto fondata sulle produzioni tradizionali, ma anche sul turismo, sulla manutenzione ambientale, sulle agroenergie.
Con questa strategia, abbiamo accolto l'appello del mondo agricolo per aumentare la competitività del sistema senza rinunciare alla salvaguardia dell'ambiente, al rigoroso rispetto della "Direttiva nitrati", al sostegno delle aree svantaggiate della montagna che sono a rischio di spopolamento. Proponiamo un aumento di risorse sui tre assi, con una disponibilità finanziaria di circa 400 milioni di euro sugli "assi' 1 (competitività del settore agricolo e forestale) e 2 (miglioramento dell'ambiente e dello spazio rurale); di 130 milioni di euro sull'"asse" 3 (qualità della vita e diversificazione dell'economia rurale).
Dei 934 milioni di euro disponibili, oltre l'80% andrà direttamente agli agricoltori; quel che resta verrà destinato alle imprese alimentari, alle cooperative ed ai loro consorzi, ad enti e istituzioni. La novità di questa manovra è che saranno le Province a gestire oltre il 65% delle risorse del piano 2007-2013, più del doppio di quanto hanno potuto disporre sino ad oggi.
Una scelta che parla chiaro: premiare gli enti pubblici più vicini alle particolarità locali e ai valori dei territori, che sono, non va mai dimenticato, una ricchezza nella nostra regione.

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