Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› OTTOBRE 2005 - anno 33°, n.10

 

OTTOBRE 2005 - anno 33°, n.10

 

Editoriale

Difendere il reddito con il cambiamento

Tiberio Rabboni

E' arrivato l'autunno, nelle città e nei paesi dell'Emilia-Romagna numerose sagre e fiere agricole segnalano che è anche il tempo dei bilanci. L'annata agraria va verso la sua naturale conclusione e gli elementi che emergono confermano purtroppo che anche il 2005, come il 2004, è stato un anno difficile per i prezzi agricoli e per il reddito delle imprese.
Non ci possiamo acquietare in attesa del nuovo anno, siamo obbligati a impostare la nuova programmazione compiendo scelte innovative.
La contrazione dei redditi infatti alla lunga compromette la parte più vitale del mondo agricolo, quella più impegnata e che ha più investito, che è più giovane e si è indebitata. Sono in difficoltà le aziende di medie dimensioni che hanno dimostrato dinamicità e che oggi tengono il passo a fatica, mentre dubbi e incertezze si affacciano all'orizzonte e minacciano il loro futuro.
Il 2005, che purtroppo ripete per il reddito agricolo la cattiva performance del 2004, conferma che le difficoltà derivano non soltanto dal calo dei consumi e dalla congiuntura sfavorevole, ma dallo spiazzamento delle nostre produzioni rispetto al mercato globale.
Non si tratta di una crisi congiunturale: non hanno i caratteri della temporaneità l'aumento della produzione internazionale, la varietà dell'offerta a bassi prezzi dei prodotti di importazione, il differenziale dei costi di produzione, la nostra debolezza sui mercati, la frammentazione della produzione verso i canali commerciali.
Non è più tempo di rappezzi e mezze misure, occorre una riprogettazione complessiva del modo con il quale affrontiamo il mercato.
Nell'immediato la Regione si sta adoperando per ricercare soluzioni utili ad attenuare le difficoltà finanziarie delle aziende agricole. Da un lato abbiamo promosso l'attivazione dell'overbooking che permetterà di utilizzare risorse pubbliche, nuove, per 120 milioni di euro complessivi.
Dall'altro presenteremo a breve un pacchetto di proposte per il sostegno finanziario delle imprese agricole singole e associate, attraverso il consolidamento e sviluppo dei Consorzi fidi, il coinvolgimento del sistema bancario regionale e l'utilizzazione combinata di strumenti finanziari recentemente introdotti anche a livello nazionale.
Ma abbiamo ben chiaro che queste misure hanno senso se funzionano come ammortizzatori, se fungono da cuscinetto in vista di interventi ancora più incisivi, capaci di andare alla radice delle difficoltà.
Occorre anzitutto puntare ad aumentare la capacità contrattuale del settore produttivo rispetto a quello della trasformazione e della commercializzazione. È quindi necessario estendere l'aggregazione dei produttori e l'organizzazione delle filiere, far decollare l'interprofessione nei rapporti fra produttori agricoli, industria di trasformazione e grande distribuzione.
Bisogna anche ricercare modalità per ridurre i costi intermedi, aumentare la distintività dei prodotti, sviluppare nuovi canali commerciali e ricercare nuovi mercati.
In autunno è bene che la natura si riposi. Sta invece a noi impiegare questi mesi per fare in modo che per il mondo dell'agricoltura l'anno nuovo non sia una ripetizione di quelli passati.
È tempo di procedere. La Regione Emilia-Romagna farà la sua parte. Occorre che anche il mondo agricolo e le componenti delle principali filiere e organizzazioni di settore facciano la loro.
L'autunno del mondo agricolo regionale sia stagione di bilanci e nuove scelte e prepari il cambiamento. Non possiamo permetterci di lasciar passare inutilmente un altro anno.

Le rubriche

Sommario