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OTTOBRE 2006 - anno 34°, n. 10

 

Editoriale

CREDITO AGRARIO, NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE IMPRESE

Tiberio Rabboni

Le imprese che operano in agricoltura pagano il denaro di più rispetto a quelle attive negli altri settori produttivi, ed hanno un minore potere contrattuale nei confronti delle banche a causa della loro eccessiva frammentazione. È del tutto evidente quindi l'importanza degli organismi - come i consorzi di garanzia, gli Agrifidi - in grado di contrattare collettivamente con il sistema creditizio e di porsi come soggetti attivi nel nuovo contesto definito dalle norme di 'Basilea 2', la direttiva comunitaria che impone tra l'altro nuovi parametri per determinare l'adeguatezza patrimoniale delle imprese che ricorrono al credito.
Una realtà significativa, quella degli Agrifidi, testimoniata in Emilia-Romagna dalla loro base sociale - 10.467 imprese nel 2005 - e dalla loro attività economica: 2.318 operazioni di finanziamento per oltre 95 milioni di euro, sempre lo scorso anno.
Tutto ciò rappresenta una risposta alla sottocapitalizzazione delle nostre aziende, molte delle quali sono caratterizzate da elevati livelli di investimenti e da tempi di vendita particolarmente lunghi, soprattutto per molte produzioni di qualità, che richiedono periodi non brevi di stagionatura e notevoli immobilizzazioni finanziarie. Una situazione particolare, che si traduce in un aumento degli oneri finanziari a carico dei vari segmenti delle filiere, in una contrazione dei redditi ed in una progressiva perdita di competitività.
Nella consapevolezza dell'importanza che riveste la leva del credito come fattore di sviluppo, la Regione Emilia-Romagna ha avviato due iniziative: una convenzione con Ismea, alla quale partecipano 8 Agrifidi e un pool di 18 banche, per allargare il sistema delle garanzie per le imprese agricole, in particolare per la ristrutturazione del debito; lo studio di specifici interventi per il settore agricolo ed agroalimentare nel quadro di quelli previsti a favore del sistema economico emiliano-romagnolo dal rinnovo del contratto di tesoreria tra Regione e istituti di credito.
Intanto, l'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha recentemente approvato la legge regionale 2 ottobre 2006, n. 17 che modifica la precedente normativa, risalente al 1997, di regolamentazione degli interventi a favore delle forme collettive di garanzia nel settore agricolo.
Il provvedimento, scaturito da un lungo e proficuo confronto con tutti i soggetti interessati e da una positiva trattativa in sede comunitaria, migliora l'operatività degli Agrifidi, aumentando la loro capacità di garantire finanziamenti, ampliando la loro possibilità di operare anche su prestiti a lungo termine e di fornire una più efficace ed incisiva consulenza ed assistenza tecnico – finanziaria alle imprese. Soprattutto promuove l'aggregazione degli stessi consorzi, per consentire loro una più forte capacità contrattuale con il sistema del credito, strada già imboccata dagli organi di garanzia degli altri settori produttivi.
Abbiamo così creato le condizioni per accrescere le opportunità di accesso al credito per le aziende agricole dell'Emilia-Romagna e per ridurre una serie di pesanti condizionamenti che limitano lo sviluppo della nostra agricoltura. Nelle prossime settimane definiremo le modalità di applicazione della nuova legge, insieme alle organizzazioni professionali agricole ed agli Agrifidi; un importante impegno che contiamo di concludere in tempi brevi.

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