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SETTEMBRE 2000 - anno 28°, n. 9

 

Editoriale

Rintracciabilità, un vantaggio per consumatori e imprese

Guido Tampieri

Il cibo che mangiamo ha una storia, un percorso produttivo e commerciale. Ricostruire, certificare, rappresentare il Dna originale di ogni prodotto che arriva sulla nostra tavola costituisce, oggi, un'esigenza ed una opportunità. La rintracciabilità è un requisito che è divenuto indispensabile per rispondere al disorientamento che si manifesta con la comparsa di nuovi rischi per la sicurezza alimentare. Di più: la rintracciabilità è un vantaggio competitivo per l'impresa ed un fattore che consente alla grande distribuzione organizzata di migliorare, differenziare e valorizzare l'offerta.
Su questi presupposti la Regione sta mettendo a punto un progetto che farà della rintracciabilità l'elemento caratterizzante del controllo sulla produzione agroalimentare dell'Emilia-Romagna. Gli attori della filiera, in modo coordinato, dovranno cercare di fornire al consumatore le informazioni che si ritiene possano interessarlo oltre a quelle previste dalle leggi, superando un concetto di minima obbligatorietà. Saranno necessarie azioni volontarie da definirsi tramite intese tra produzione, trasformazione e distribuzione, sulla base di disciplinari rigorosi e di una certificazione strettamente collegata all'estensione di sistemi qualità, con norme semplificate per la loro applicazione.

Questa nuova frontiera dei sistemi agricolo-alimentari dell'Emilia-Romagna non è priva di conseguenze sulla condotta e sulla struttura organizzativa delle imprese. Subiranno modifiche i rapporti contrattuali e le relazioni di mercato tra i partecipanti al processo produttivo e l'interprofessione acquisirà ancora maggior rilievo per costruire nuovi strumenti di gestione delle informazioni, soprattutto quelle rivolte al consumatore. La ricerca dovrà assumere tra le proprie coordinate lo sviluppo di tecnologie innovative finalizzate ad alimentare i sistemi di rintracciabilità.
Non si parte da zero, poiché la Regione da anni persegue il fine della sicurezza alimentare in collaborazione con enti, istituti universitari ed altri organismi tecnicoscientifici, ma dovremo spingere la nostra intraprendenza e la nostra organizzazione più avanti, per un governo dei processi che tenga costantemente conto di tutte le variabili di un prodotto, compresa l'innovazione tecnologica.
Tutto il sistema dei controlli dovrà agire in modo coordinato per garantire la rintracciabilità delle produzioni agroalimentari emiliano-romagnole. E dovremo dar vita ad un impianto di comunicazione-informazione capace di rappresentare in modo efficace le azioni che si vanno ad intraprendere a tutela dei diritti dei consumatori. È un processo che, nell'insieme, investe anche le attività di servizio della Regione, le orienta e le sospinge verso nuovi traguardi. Stare avanti agli altri in questa competizione è una necessità e un impegno.

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