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SETTEMBRE 2003 - anno 31° , n. 9

 

Editoriale

Ripensare l'agricoltura per l'Ue più grande

Ha forti novità lo scenario agricolo e agroalimentare con il quale quest'anno deve fare i conti il Dpef, il documento di programmazione economico-finanziaria della Giunta regionale che accompagna il bilancio 2004 ed il piano poliennale di spesa 2005-20006. L'allargamento dell'Ue a 25 Paesi e la revisione di medio termine della Pac saranno i punti di riferimento obbligati per le scelte produttive e per lo sviluppo rurale nei prossimi anni. Insieme, gli esiti del confronto alla Wto, condizioneranno, nel bene o nel male, i rapporti commerciali tra Paesi e soprattutto tra le due agricolture, quella europea e quella degli Stati Uniti.
L'europeizzazione dell'Est necessita di politiche di coesione, ma impone il confronto tra
i sistemi di imprese. Il Piano regionale di sviluppo rurale e le recenti leggi regionali per la valorizzazione della qualità alimentare vengono indicati dal Dpef come il veicolo principale attraverso cui si può accrescere la competitività del sistema agroalimentare dell'Emilia-Romagna. Un sistema fondato sulla qualificazione delle produzioni, sulla rintracciabilità e sulla sicurezza alimentare per tutelare il consumatore, sul rafforzamento delle misure agroambientali finalizzate ad accrescere la qualità del territorio, oltre che sulla incentivazione delle pluriattività locali viste come generatrici di valore (agriturismo, itinerari enogastronomici, gruppi di azione Leader). Un sistema nel quale vanno decisamente accelerati il potenziamento dell'associazionismo e l'integrazione di filiera.
Gli aiuti e i premi della politica agricola comune saranno legati, con la riforma di medio termine, al rispetto dell'ambiente, alla salute, al benessere animale, alla sicurezza sul lavoro. L'applicazione del principio della "ecocondizionalità" dovrà guidare l'intervento pubblico.
Inoltre, con il disaccoppiamento tra premi ai produttori ed effettiva coltivazione dei terreni, si instaurerà una maggiore libertà nelle scelte imprenditoriali. C'è qui un ruolo più forte di orientamento al mercato che la ricerca, lo sviluppo di innovazioni di prodotto e processo e l'assistenza tecnica devono sapersi accollare; il Dpef regionale indica, per il settore agricolo, queste tra le azioni più importanti da mettere in campo.
L'ammodernamento e la ristrutturazione delle imprese va di pari passo con la formazione professionale degli addetti e con uno sforzo finanziario per il ricambio generazionale più ampio possibile, finalizzato ad imprimere una spinta alla modernizzazione delle imprese.
Un processo, quest'ultimo, che la parte del Dpef dedicata all'agroalimentare prevede di assecondare con il potenziamento e l'armonizzazione dei servizi telematici (programmi specifici su Internet e Intranet, compresa l'anagrafe delle imprese agricole; miglioramento della tecnologia informativa nei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione (Regione, Province, Comunità montane, e con l'Agrea, l'ente pagatore dei contributi pubblici, in primis quelli della Ue,nel settore agricolo).
Un altro obiettivo delle politiche regionali è l'intervento a favore della montagna, per mantenere la coesione e l'integrazione dei sistemi socioeconomici territoriali locali, la presenza umana e dell'agricoltura intese anche come presidio per la tutela ambientale, rivitalizzando le aree interne e disagiate e valorizzando le produzioni tipiche e di qualità.

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