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SETTEMBRE 2006 - anno 34°, n. 9

 

Editoriale

FRUTTA, FINALMENTE PREZZI MIGLIORI. MA GUAI AD ABBASSARE LA GUARDIA

Tiberio Rabboni

La campagna della frutta estiva si sta concludendo in maniera sicuramente più positiva rispetto agli ultimi anni. Le cose sono andate meglio perché il gran caldo, finché c'è stato, ha sostenuto i consumi ed il maltempo ha ridotto le produzioni in Italia, in Spagna e negli altri Paesi a vocazione peschicola. Un contributo importante lo ha dato anche la Regione Emilia-Romagna, che ha coinvolto nella promozione delle pesche e nettarine di qualità e ad indicazione geografica protetta una parte della grande distribuzione italiana, segnatamente Coop e Conad.
I prezzi agricoli sono risultati finalmente remunerativi anche se, per una valutazione puntuale e complessiva, bisognerà attendere le liquidazioni finali ai produttori. Non bisogna, però, farsi illusioni.
I prezzi sono risaliti per motivi del tutto congiunturali e non è detto che l'anno prossimo, e quelli successivi, si riproporranno le condizioni di questo 2006. Bisogna, dunque, insistere sulle scelte che possono dare stabilità a prezzi remunerativi, accrescere i consumi e metterci nella condizione di vincere la concorrenza.
Il futuro dipende da ciò che verrà fatto da ciascuno e da tutti per migliorare la qualità complessiva delle produzioni, abbassare l'incidenza dei costi, favorire la creazione di nuove grandi aggregazioni commerciali per agire efficacemente sui mercati internazionali e verso i gruppi di acquisto della moderna distribuzione organizzata e, infine, per dimensionare le quantità di prodotto immesso in commercio alla effettiva domanda di consumo, prevenendo così crisi di mercato e crolli di prezzo.
Molte di queste cose dipendono dalla imminente riforma dell'Organizzazione comune di mercato dell'ortofrutta (Ocm) che dovrebbe, salvo imprevisti, entrare in vigore nel gennaio del 2008.
La Regione Emilia-Romagna ha già fatto conoscere al Ministero delle Politiche agricole le proprie osservazioni, derivate dal confronto con tutte le componenti della filiera ortofrutticola. L'Ocm va mantenuta ed adeguata; va favorita l'ulteriore concentrazione dell'offerta, aumentata la dotazione finanziaria del bilancio dell'Unione europea a disposizione del comparto (dal 4,1 al 6% del valore della produzione commercializzata); infine, le organizzazioni dei produttori devono continuare ad essere lo strumento centrale per la gestione del sistema e con i loro programmi operativi assicurare sviluppo ed innovazione alla filiera.
Inoltre, attraverso l'Areflh, l'associazione europea che raggruppa le 23 principali regioni a vocazione ortofrutticola del Vecchio Continente, di cui la Regione ha in questo momento la presidenza, stiamo contribuendo attivamente alla formazione di un punto di vista europeo unitario ed in particolare alla innovazione del sistema di gestione delle crisi di mercato.
La proposta di una 'cassa di resistenza' per la tutela dei produttori durante le crisi di mercato, cofinanziata dalla Ue, dallo Stato membro e dalle stesse organizzazioni dei produttori, sta registrando molti consensi.
Su questi argomenti Areflh svolge una intensa attività di sensibilizzazione dei parlamentari europei e della stessa Commissione di governo europeo.
Proponiamo, inoltre, la definizione di un Piano ortofrutticolo nazionale che tra le altre cose affronti questioni cruciali, quali l'ammodernamento delle strutture logistiche, l'innovazione della produzione e la concentrazione dell'offerta e, non ultima, la questione del costo del lavoro, o meglio del differenziale tra le aziende ortofrutticole italiane ed europee. La riduzione del cuneo fiscale dovrà necessariamente sostenere anche le imprese agricole ed agroalimentari impegnate nella difficile competizione internazionale.

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