Portale Agricoltura - Regione Emilia-Romagna

Salta ai contenuti

Sei in: Home ›› Informazioni ›› Agricoltura ›› Archivio Agricoltura ›› SETTEMBRE 2007 - anno 35°, n. 9

 

SETTEMBRE 2007 - anno 35°, n. 9

 

Editoriale

Sviluppo rurale, siamo arrivati primi

Tiberio Rabboni

Lo scorso 25 luglio la Commissione Agricoltura dell'Unione europea ha approvato i primi due Programmi di sviluppo rurale italiani: quello della Provincia autonoma di Bolzano e quello della nostra Regione, che si è così aggiudicata la gara virtuale di efficienza politica ed amministrativa con le altre grandi regioni agricole italiane, rinviate alle sessioni d'esame autunnali o addirittura non ancora ammesse alla negoziazione.
L'approvazione ci mette ora nelle condizioni di avviare rapidamente, assieme a Province, Comunità montane e partenariato agricolo e rurale locale, la fase attuativa che, in parte, abbiamo già anticipato in luglio con la pubblicazione dei bandi per le preadesioni sulle misure di ammodernamento delle imprese agricole, di valorizzazione delle produzioni tramite la trasformazione e commercializzazione, nonché di sostegno ai giovani agricoltori.
Il tempo, come sappiamo, può fare la differenza. Soprattutto quando la redditività delle attività tradizionali è insoddisfacente e la crescita competitiva si gioca prevalentemente sull'innovazione e quindi, in sostanza, sulla pronta disponibilità di risorse a ciò dedicate. Il Programma approvato da Bruxelles dispone per i prossimi sei anni di un budget di 943 milioni di euro di risorse pubbliche, destinate, per oltre l'80%, alle imprese agricole, singole o associate. Dunque l'iniziativa da questo momento passa agli imprenditori agricoli. Tocca a loro utilizzare le opportunità offerte, riconoscersi nelle priorità regionali, individuare le scelte più appropriate, fare progetti di qualità.
Bisogna fare presto ma, lo sottolineo, bisogna anche fare bene.
Non possiamo più permetterci finanziamenti 'a pioggia' o interventi di pura gestione dell'esistente.
L'internazionalizzazione dei mercati agroalimentari ha messo in crisi l'esistente e la sua manutenzione. Lo sviluppo rurale va quindi usato per finanziare l'innovazione, che può accrescere qualità, salubrità, distintività, riduzione dei costi, servizi al consumatore, reputazione e sostenibilità ambientale del territorio rurale, a partire dalla montagna e dalla collina dove l'agricoltura ha, più che altrove, bisogno di reddito e di diversificazione multifunzionale. Poi è assolutamente determinante una nuova gestione commerciale del prodotto, più efficace e remunerativa, con più spazio alle varie forme di vendita diretta, ma soprattutto con nuove grandi aggregazioni commerciali ed un'adeguata concentrazione dell'offerta indirizzata ai grandi buyers internazionali. Vogliamo che il maggior numero di imprese possa accedere a queste opportunità di investimento, che naturalmente presuppongono un'adeguata capacità di cofinanziamento privato. Per questo abbiamo rafforzato il campo di azione e le risorse a disposizione dei Consorzi di garanzia ed attivato convenzioni con ben nove istituti di credito.
La positiva concertazione tra le parti a livello regionale, la convergenza con gli obiettivi di Bruxelles, la costante ricerca del risultato ci hanno consentito di arrivare, per primi, ad una meta di grande rilievo. Ora possono aprirci la strada verso il traguardo, ben più importante, della crescita sui mercati interni ed internazionali.

Le rubriche

Sommario