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SUPPLEMENTO N.26 - La fase post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli

 

Editoriale

Introduzione

Giancarlo Pratella

Quando la redazione della rivista Agricoltura chiese la collaborazione per una guida sintetica sulla tecnologia applicata al post-raccolta degli ortofrutticoli, venne spontanea una domanda: è ancora di attualità una specifica informazione tecnologica, in questo settore, destinata agli operatori?

Per il vero, alcuni di noi ed in primo luogo il Criof, da circa cinquant'anni, accanto alla ricerca scientifica ha sviluppato un'intensa attività informativa e formativa, tramite convegni, seminari, opuscoli, libri; attività, questa, che fa presumere superflua l'iniziativa in discorso. Tuttavia, è opportuna un'analisi più approfondita su almeno due versanti del problema: l'innovazione tecnologica, ammesso che sia stata realizzata, ha cambiato sostanzialmente le pregresse conoscenze e, d'altro canto, il settore opera in un contesto produttivo, commerciale, igienico-sanitario e alimentare nuovo.

Il progresso tecnologico, come si può verificare anche nei capitoli di questo supplemento, è stato decisamente modesto, cioè insufficiente per modificare la prassi operativa. Le ragioni di questa stasi debbono essere fatte risalire alla ridotta ricerca scientifica e a gravi carenze degli obiettivi perseguiti. Tutto ciò, però, esula da approfondimenti in questa sede.
Per converso, sostanziali mutazioni si stanno verificando nell'ambito commerciale e alimentare.

La globalizzazione dei mercati, solo ancora in parte perseguita, sostenuta da determinanti cambiamenti dei modelli alimentari, incideranno sempre più su prevedibili trasformazioni della tecnologia post-raccolta. Il trasporto, anche intercontinentale, trasforma la conservazione per lunghi periodi in tempi più brevi, valorizzando sempre più la qualità in concorrenza, anche stagionale, con lontane aree produttive.

L'avvento e la diffusione sempre più marcata dei super e ipermercati introduce nuove esigenze, fra le quali emergono, per esempio, il prepacking, la serbevolezza della vita di scaffale, l'assoluta assenza di alterazioni biotiche ed abiotiche, l'uniformità di maturazione ecc. Quanto sopra, sia pure appena accennato, fa emergere la necessità di contenere in limiti più ridotti tecnologie obsolete, sostituendole con le acquisizioni innovative di una ricerca tecnico-scientifica diversamente orientata.

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