SUPPLEMENTO N.27 - Le Strade dei Vini e dei Sapori dell'Emilia-Romagna
Editoriale
Le strade dei Vini e dei Sapori: una prospettiva affascinante, un'esperienza vincente.
Tiberio Rabboni
Con la legge n.268 del 1999 lo Stato ha affidato alle Regioni il compito di disciplinare lo sviluppo degli itinerari turistici enogastronomici.
L'Emilia-Romagna, con la L.R. n.23 del 2000, ha promosso la nascita sul proprio territorio delle Strade dei Vini e dei Sapori, itinerari ad elevata attrattività che coniugano il patrimonio delle eccellenze agroalimentari con i valori del paesaggio, della storia e dell'arte in un'originale unità estetica e culturale.
Tredici sono le Strade regionali riconosciute. La loro estensione copre le aree più interessanti sotto il profilo storico-monumentale e ambientale e delle produzioni di qualità.
In pochi anni, le "Strade" sono diventate una delle esperienze più conosciute ed apprezzate dal pubblico del turismo evoluto e un'occasione di crescita economica ed imprenditoriale per gli operatori coinvolti, a partire da quelli agricoli che hanno qui trovato i primi significativi riscontri alle potenzialità dell'agricoltura "multifunzionale".
I risultati conseguiti confortano e incoraggiano la scelta compiuta dall'Emilia-Romagna di puntare, oltre che sul patrimonio vitivinicolo regionale, sui grandi prodotti a qualità regolamentata e sulla gastronomia tipica e tradizionale. Una scelta che ha consentito ai promotori delle Strade di creare un'offerta completa, in grado di soddisfare i bisogni di un consumatore/viaggiatore alla continua ricerca di autenticità, di informazioni e garanzie sul prodotto, di servizi e qualità dell'ospitalità.
Territori nei quali la storia, l'arte, la cultura e l'ambiente rappresentano con le persone, in carne ed ossa, gli elementi distintivi che fanno la differenza nella creazione di "icone" alimentari famose in tutto il mondo.
Tradizione e artigianalità, uniti ai valori del patrimonio culturale locale, conferiscono ai prodotti dell'agroalimentare emiliano-romagnolo tipicità, originalità e unicità: caratteristiche che sono le sole in grado di contrastare ogni tentativo di concorrenza a basso costo e di contraffazione.
Il progetto delle Strade è anche un'importante occasione per incoraggiare un sistema di alleanze tra soggetti pubblici e privati. Albergatori, ristoratori, commercianti, artigiani e associazioni di categoria partecipano con le loro motivazioni imprenditoriali ad un progetto di valorizzazione di un bene pubblico qual è il territorio e i suoi valori.
Il pubblico, da parte sua, e in particolare i Comuni, hanno l'occasione per declinare sviluppo e sostenibilità, economia e cultura, tradizione ed innovazione.
Un ruolo importante hanno i Consorzi di valorizzazione e tutela delle produzioni a qualità regolamentata. Questi, dopo anni di politica di promozione "verticale" del prodotto a marchio, possono ritrovarsi nel progetto portato avanti dalle Strade dei Vini e dei Sapori.
Puntare ad una promozione più "orizzontale" del prodotto (insieme ad un paniere di altri prodotti - a torto definiti "minori" - di assoluta qualità), coinvolgendo altre categorie imprenditoriali e le istituzioni locali, significa accettare una delle nuove sfide imposte dal mercato globale.
"Marcare" il territorio attraverso la valorizzazione di uno dei suoi prodotti simbolo significa creare le condizioni per dare identità, prima di tutto culturale, ad un più vasto patrimonio gastronomico.
I circuiti enogastronomici sono, peraltro, l'espressione di un'offerta che necessariamente integra la promozione agroalimentare con quella turistica e culturale.
Dall'integrazione scaturisce un nuovo mercato, una nuova domanda, un nuovo turismo, un nuovo valore aggiunto per tutti. Da questo punto di vista, la necessità di dare maggiore identità - in materia di turismo enogastronomico - ad alcune aree del territorio regionale, suggerisce l'individuazione di un nuovo terreno di collaborazione tra i diversi Assessorati regionali per concretizzare alcuni progetti già in cantiere, come la Strada del Pesce, quella del Sangiovese e quella del Grande Fiume.
Importanti sono infine i rapporti e le collaborazioni con l'Associazione nazionale delle Città del Vino.
In Emilia-Romagna sono quasi 40 le città aderenti all'Associazione nazionale e quasi tutte associate alle 13 Strade, unitamente alle aziende vinicole che partecipano al progetto "Cantine Aperte" del Movimento Turismo del Vino. Un obiettivo importante è il raccordo, in un'unica strategia, dei rispettivi progetti e iniziative di sviluppo del turismo enogastronomico in Emilia-Romagna.
La sfida è, in definitiva, trasformare le Strade dei Vini e dei Sapori in una retedi imprese agro-turistiche innovative e di qualità; orientate alla valorizzazione e alla promozione di una fruizione colta dei beni materiali ed immateriali del territorio rurale.
Sommario
- Indice ( PDF - 103 kb )
- Introduzione ( PDF - 121 kb )
- Colli piacentini ( PDF - 452 kb )
- Culatello di Zibello ( PDF - 441 kb )
- Colli di Parma ( PDF - 502 kb )
- Fungo porcino di Borgotaro ( PDF - 591 kb )
- Colline di Scandiano e Canossa ( PDF - 360 kb )
- Corti reggiane ( PDF - 352 kb )
- Città Castelli Ciliegi ( PDF - 358 kb )
- Pianura modenese ( PDF - 496 kb )
- Provincia di Ferrara ( PDF - 518 kb )
- Colli d'Imola ( PDF - 465 kb )
- Colline di Faenza ( PDF - 458 kb )
- Colli di Forlì e Cesena ( PDF - 398 kb )
- Colli di Rimini ( PDF - 387 kb )
- Cartina degli Itinerari del Gusto ( PDF - 77 kb )
- SUPPLEMENTO COMPLETO ( PDF - 5904 kb )


