SUPPLEMENTO N.31 - Nuove varietà in frutticoltura
Editoriale
Quale ricerca per la frutticoltura del futuro?
Carlo Fideghelli
Il progresso della frutticoltura, come più in generale quello delle piante coltivate, è fortemente legato al miglioramento genetico che, nel caso delle piante da frutto, è doppiamente importante perché riguarda sia la varietà, sia il portinnesto.
A lungo gli obiettivi del miglioramento genetico sono stati la produttività e le caratteristiche estetiche (dimensione, forma, colore) del frutto, mentre la qualità intrinseca (sapore, aroma, caratteristiche nutrizionali) sono state trascurate, se non addirittura ignorate. È da pochi anni che tale tendenza è cambiata e, anche sull'onda delle più approfondite conoscenze degli effetti benefici per la salute umana di alcuni componenti della frutta, oggi il miglioramento genetico è giustamente molto più attento alla qualità gustativa e al valore nutraceutico, sostanzialmente determinato dal contenuto in antiossidanti (polifenoli, antociani,carotene, vitamine), sali minerali e fibre.
L'altro filone molto importante del miglioramentogenetico è la resistenza aglistress, in particolare quelli biotici (funghi,batteri, fitoplasmi, virus, insetti,nematodi,…), ma anche quelli abiotici (clorosi ferrica, siccità, asfissia radicale, salinità).
Molti dei caratteri di qualità e di resistenzaagli stress sono presenti nellevarietà dell'antico germoplasma che oggi assume una particolare importanza, sia per il recupero di produzioni di nicchia e la valorizzazione del territorio, sia per i programmi di miglioramento genetico.
Non vanno trascurati i miglioramenti della pianta per sostenere la produttività e ridurre i costi di produzione e in tal senso molto può ancora dare l'"esplorazione" per la ricerca di caratteri genetici utili nelle piante selvatiche imparentate con quelle coltivate. Alcuni esempi possono chiarire l'importanza di una linea di ricerca che l'Italia ha lungamente trascurato: la resistenza a Sharka presente nel Prunus davidiana, il carattere "monoicità" (fiori femminili e maschili sulla stessa pianta) nel terebinto da trasferire al pistacchio (specie dioica), l'assenza di polloni del Corylus colurna da usare come portinnesto del nocciolo. La genomica e la proteomica sono due scienze recenti che, applicate alle piante da frutto, consentiranno un avanzamento più rapido sia delle conoscenze di genetica e di fisiologia, sia del miglioramento genetico attraverso la MAS (Marker Assisted Selection).
La recente riforma degli Istituti di ricerca del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha posto le basi per un potenziamento delle ricerche di genomica con l'istituzione di un Centro nazionale a Fiorenzuola d'Arda, in provincia di Piacenza, che svilupperà e coordinerà tutte le attività di genomica e postgenomica delle varie strutture del CRA (Consiglio per la ricerca in agricoltura).
Il Mipaaf, inoltre, è già impegnato nel sostegno di importanti programmi di mappatura del genoma di piante coltivate (vite, frumento, pomodoro) e intende sviluppare questo filone di ricerca attraverso un progetto organico che comprenda le piante ritenute strategiche per l'agricoltura italiana. La prima estensione dovrebbe riguardare il pesco, attraverso la partecipazione ad un progetto americano coordinato dall'Università della South Carolina.
Sommario
Prefazione
Quale ricerca per la frutticoltura del futuro? ( PDF - 43 kB )
A cura di Carlo Fideghelli
Il sistema di valutazione in Emilia-Romagna ( PDF - 96 kB )
A cura di Daniele Missere
Innovazione varietale e certificazione del materiale vivaistico ( PDF - 206 kB )
A cura di Roberto Zisa, Maria Elena Tura, Silvia Loreti
A cura di Paola Pirazzini
A cura di Walter Monari, Chiara Etiopi
A cura di Roberto Colombo
A cura di Walter Monari, Chiara Etiopi
A cura di Ugo Palara, Roberto Colombo
- SUPPLEMENTO COMPLETO ( PDF - 1197 kB )
A cura di Sandro Bolognesi
A cura di Stefano Foschi, Tullio Battelli, Federica Fontana
- Indice ( PDF - 48 kB )


