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SUPPLEMENTO N.33 - Sviluppo rurale: il programma della Regione Emilia-Romagna 2007-2013

 

Editoriale

Un buon programma per lavorare insieme

La recente approvazione del Programma di sviluppo rurale dell'Emilia-Romagna da parte della Commissione europea ci ha messo nelle condizioni di avviare rapidamente, insieme a Province, Comunità montane e partenariato agricolo e rurale locale, la fase di attuazione che in parte abbiamo già anticipato lo scorso luglio, con la pubblicazione dei bandi per le preadesioni sulle misure di ammodernamento delle imprese agricole, di valorizzazione delle produzioni tramite la trasformazione e la commercializzazione, di sostegno ai giovani agricoltori.

Il tempo, come sappiamo, può fare la differenza. Soprattutto quando la redditività delle attività tradizionali è insoddisfacente e la crescita competitiva si gioca prevalentemente sull'innovazione e quindi, in sostanza, sulla pronta disponibilità di risorse a ciò dedicate; e il Programma approvato da Bruxelles dispone per i prossimi sei anni di 943 milioni di euro di risorse pubbliche destinate, per più dell'80%, alle imprese agricole, singole od associate.

Dunque, l'iniziativa passa agli imprenditori agricoli. Tocca a loro utilizzare le opportunità che si offrono, riconoscersi nelle priorità regionali, individuare le scelte più appropriate, fare progetti di qualità. Bisogna far presto, ma bisogna anche far bene. Non possiamo più permetterci finanziamenti 'a pioggia' o interventi di pura manutenzione dell'esistente.

L'internazionalizzazione dei mercati agroalimentari ha messo in crisi l'esistente e la sua manutenzione. I fondi per lo sviluppo rurale vanno quindi usati per finanziare l'innovazione, che può accrescere qualità, salubrità, distintività, riduzione dei costi, servizi al consumatore, reputazione e sostenibilità ambientale del territorio, a partire dalla montagna e dalla collina dove l'agricoltura ha bisogno, più che altrove, di reddito e di diversificazione multifunzionale. È poi assolutamente determinante una gestione commerciale del prodotto più efficace e remunerativa, con più spazio alle forme di vendita diretta, ma soprattutto con nuove grandi aggregazioni ed una adeguata concentrazione dell'offerta, indirizzata ai grandi buyers internazionali.

Vogliamo che il maggior numero di imprese possa accedere a queste opportunità di investimento, che naturalmente presuppongono un'adeguata capacità di cofinanziamento privato. Per questo abbiamo rafforzato il campo di azione e le risorse a disposizione dei consorzi di garanzia ed abbiamo attivato convenzioni con ben nove istituti di credito.

La positiva concertazione tra le parti a livello regionale, la convergenza con gli obiettivi di Bruxelles, la costante ricerca del risultato ci hanno consentito di arrivare per primi ad una meta di grande rilievo. Per questo ha lavorato intensamente tutta la Direzione generale Agricoltura, sotto la guida sino al 31 dicembre 2006 di Dario Manghi, al quale è succeduto Valtiero Mazzotti. A tutti i collaboratori regionali va il mio più vivo ringraziamento. Ora si apre la strada verso il traguardo, ben più importante, della crescita sui mercati interni ed internazionali.

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