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GIUGNO 1999 - anno 27 n.6

 

Editoriale

UNO SPORTELLO UNICOANCHE PER L'AGRICOLTURA

Luigi Bottazzi

Lo 'sportello unico', istituito presso i Comuni dal decreto legislativo 112/98 per migliorare i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione, è una riforma che offre notevoli opportunità e vantaggi non solo all'impresa agroalimentare, ma, per estensione, anche a quella agricola.
In questo senso si è mossa la legge regionale n. 3 del 21 aprile 1999, che ha applicato la 'legge Bassanini', stabilendo tra l'altro in linea di principio che 'lo sportello unico per le attività produttive… svolge attività anche con riguardo alle imprese agricole e agroalimentari'.

Adesso questa norma si dovrà applicare gradualmente perché possa prendere piede a partire dai Comuni più grandi fino a quelli più piccoli. Questi ultimi in Emilia-Romagna potranno associarsi per l'attività di sportello e ottenere anche contributi regionali (per ora sono stati stanziati quattro miliardi).
La riforma dello 'sportello unico' è appena partita e richiederà un grosso lavoro: riorganizzazione degli uffici comunali, formazione del personale, installazione e/o potenziamento di una rete telematica, standardizzazione delle procedure, unificazione e semplificazione della modulistica. Però, sin dall'inizio, si devono prevedere le particolari esigenze del sistema agricolo.

In Emilia-Romagna lo 'sportello unico' per l'agricoltura può avere una triplice valenza:
1 una sede decentrata unica per la richiesta delle autorizzazioni o concessioni previste dalle varie leggi (pensiamo soltanto alle aziende che hanno attività legate allo spandimento di liquami: circa 20 pratiche anche per un semplice ampliamento, per non parlare poi di quelle che hanno terreni su più province!);
2 una sede vicina ai produttori per avere informazioni chiare, precise e soprattutto in tempo reale sulle opportunità ed i benefici previsti da leggi e regolamenti italiani e comunitari;
3 un terminale periferico accessibile agli operatori che possa fornire ulteriori informazioni collegate e coordinate da varie banche dati: quelle del Registro delle imprese e del Repertorio economico-amministrativo gestito dalle Camere di Commercio, quelle del Sistema informativo agricolo regionale gestito dalla Regione in collaborazione con Province e Comunità montane (art. 22, legge regionale 15/97), nonché quelle derivanti dall'unificazione degli archivi del ministero delle Risorse agricole (dati ex Aima, misure Pac, ecc.) con quelli esistenti presso la Regione (legge sulle calamità naturali, Uma-carburanti, ecc.).

Mi sentirei soddisfatto se in Emilia-Romagna riusciremo in tempi ragionevoli (almeno due anni) a mettere tutti gli operatori economici, compresi quelli agricoli, nelle stesse condizioni di fronte ad una burocrazia che deve essere più snella e più veloce, quindi più efficiente.

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