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GIUGNO 2009 - anno 37°, n.6

Rivista Agricoltura - giugno 2009

Editoriale

Modulazione e articolo 68: nuove risorse da usare bene

Tiberio Rabboni

La verifica sullo stato di salute della Politica agricola comune si è conclusa con diverse decisioni, tutte di forte impatto per le imprese agricole. La più discussa in Italia riguarda l’incremento del 5% della quota latte, utilizzata dal Mipaaf prevalentemente a favore degli “splafonatori” storici.

Ma c’è dell’altro. La Commissione e i 27 ministri agricoli hanno deciso anche l’au-mento del tasso di “modulazione obbligatoria”, ossia le risorse che dagli aiuti diretti agli agricoltori passeranno ai Programmi di sviluppo rurale. Inoltre hanno demandato ai singoli Stati la possibilità di definire un’ulteriore quota di prelievo dagli aiuti diretti per finanziare il “sostegno specifico” a determinati territori ed obiettivi, come previsto dall’art. 68 del regolamento Ce 73/09. Infine, è stata data la possibilità di “forfetizzare” gli aiuti, cioè ridistribuire su tutte le imprese agricole, con e senza titoli, il plafond nazionale di aiuti diretti.

Al momento l’Italia ha deciso di attivare il prelievo facoltativo sugli aiuti diretti per finanziare l’articolo 68, che quindi si aggiunge al prelievo previsto in tutta Europa dalla cosiddetta “modulazione”.

Qual è la destinazione di queste nuove risorse? Per la “modulazione” gli obiettivi sono stati fissati con chiarezza a Bruxelles: cambiamenti climatici, energie rinnovabili, gestione delle risorse idriche, biodiversità e ristrutturazione del settore lattiero-caseario. In Emilia-Romagna le utilizzeremo finanziando bandi per realizzare “laghetti irrigui interaziendali”, per nuovi impianti agroenergetici, per la ristrutturazione, l’ammodernamento e la competitività delle imprese della filiera lattiero-casearia e di quelle dei settori riformati, per la tutela delle razze bovine a rischio di estinzione come la “romagnola”, per ridurre l’uso della chimica e per il risparmio energetico, per il biologico e l’agricoltura di montagna.

Diverse e più discrezionali le scelte per il “sostegno specifico” previste dall’articolo 68. La prima proposta presentata dal Mipaaf destinava 147 milioni di euro all’anno fino al 2014 ai comparti dei bovini da carne ed ovino, al latte alimentare “alta qualità”, alla tabacchicoltura e al grano duro coltivato nel sud Italia e nelle aree svantaggiate. Incomprensibilmente, non si disponeva nulla per il settore bieticolo-saccarifero e per il lattiero-caseario. Dopo le proteste e le prese di posizione del settore e della nostra Regione, il bieticolo-saccarifero è stato incluso nella successiva ipotesi ministeriale. Non così il lattiero-caseario: noi proponiamo quindi un premio di 2 centesimi di euro al litro per il latte destinato all’alimentazione e ai formaggi Dop con elevate caratteristiche qualitative ed un aiuto specifico per la zotecnia da latte di montagna. Un intervento coerente con i criteri definiti dall’Ue e con la gravissima situazione del settore.

Allargare gli aiuti al latte di alta qualità destinato ai formaggi Dop significa riconoscere il particolare standard richiesto da queste produzioni, il cui costo, al pari del latte alimentare, non è assolutamente coperto dal prezzo del latte alla stalla e per il venir meno dei contributi comunitari alla stagionatura.

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