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NOVEMBRE 2008 - anno 36°, n. 11

 

Editoriale

Una "Direttiva nitrati" sostenibile per le imprese

Tiberio Rabboni

Con il ritiro della procedura di infrazione intentata dall'Ue nei confronti dell'Italia, a seguito della presentazione dei piani di azione da parte delle Regioni in accordo con i ministeri dell'Ambiente e delle Politiche agricole, per la vicenda dello smaltimento degli effluenti di allevamento e delle dosi massime di azoto per coltura consentite nelle cosiddette 'zone vulnerabili' è il momento di applicare le norme, senza nascondersi però che bisogna risolvere alcuni problemi. Intanto, va registrato che Regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto hanno dovuto allargare sensibilmente le cosiddette 'zone vulnerabili' per corrispondere alle prescrizioni comunitarie, sintonizzandosi con ciò che già avveniva in Emilia-Romagna. Un presupposto importante per cominciare ad affermare nei fatti una parità di condizioni per gli operatori interessati e rafforzare la tutela dell'ambiente.

Non ci nascondiamo, tuttavia, le conseguenze che i nuovi vincoli imposti dall'Ue potranno avere sul tessuto produttivo agricolo e in particolare sugli allevamenti, già colpiti dall'aumento notevole dei costi di produzione e dai bassi prezzi pagati per la carne suina e bovina e per il latte. Per ridurre l'impatto di questi oneri, la Regione Emilia-Romagna intende fare tutto ciò che è nelle sue possibilità, in quattro direzioni di intervento. La prima: dare agli allevatori il tempo perché le aziende possano adeguarsi in maniera ottimale alle nuove regole. Va in questo senso la nostra scelta di non far presentare, con la comunicazione alle Province competenti, il 'piano di utilizzazione agronomica' degli effluenti zootecnici, che va conservato in azienda e perfezionato, dopo l'invio della comunicazione alle Province, nel periodo marzo-agosto di ogni annata. La seconda: stiamo lavorando con le altre Regioni e con i ministeri delle Politiche agricole e dell'Ambiente perché venga motivatamente autorizzata in sede Ue la possibilità di deroghe, compatibili con la 'Direttiva nitrati', all'attuale limite dei 170 kg/ettaro all'anno previsto per le cessioni di azoto al campo. Le deroghe debbono interessare allevatori singoli o associati., La terza: risorse pubbliche per ridurre l'impatto dei maggiori costi aziendali connessi all'applicazione della 'Direttiva nitrati'. A questo scopo intendiamo sfruttare sia le risorse del Programma di sviluppo rurale destinate ai pagamenti agro-ambientali, all'adeguamento ambientale delle strutture aziendali e alla costruzione di impianti per la produzione di agroenergia, sia quelle messe a disposizione dalla verifica sullo stato di salute (health check) della Pac. Ultima, ma non per questo meno importante iniziativa: uniformità tra tutte le Regioni. Chiediamo che siano superate le difformità ancora presenti nei provvedimenti delle diverse Regioni in applicazione della 'Direttiva nitrati'. Una nostra proposta di accordo in questo senso è già stata presentata alle altre Regioni e al ministero delle Politiche agricole.

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