Accordo quadro patata
(Bologna, 3 agosto 2007) - Un'importante alleanza tra mondo agricolo e commercianti per promuovere la coltivazione della patata, rafforzare il ruolo dell'Emilia-Romagna come polo di eccellenza ed assicurare ai consumatori un prodotto assolutamente competitivo per qualità. E' questo il risultato del contratto quadro triennale 2007-2009 sottoscritto oggi alla presenza dell'assessore regionale all'agricoltura Tiberio Rabboni, presso la sede della Regione Emilia-Romagna, tra le organizzazioni dei produttori di patate APPE e ASSOPA, le cooperative maggiormente interessate alla produzione di questo prodotto, l'associazione dei commercianti ANEIOA , oltre al CEPA quale ente promotore della Borsa Patate. Previsto dalla normativa nazionale che ha abolito gli accordi interprofessionali, questo tipo di contratto definisce nuovi strumenti di relazione di mercato - più vincolanti e impegnativi - nell'ottica di veri e propri contratti collettivi di compravendita.L'accordo riguarda circa 100.000 tonnellate di prodotto, pari al 40% del totale regionale. "La Regione Emilia-Romagna - ha commentato l'assessore Rabboni - valuta con molto interesse questo contratto, che rappresenta uno strumento importante per la valorizzazione economica del prodotto, del territorio e del consolidamento delle relazioni interprofessionali, che in questo settore sono da tempo sicuramente positive". " Accordi come questo - ha aggiunto l'Assessore - sono una condizione per valorizzare tutte le componenti della filiera e per creare quelle sinergie utili a favorire una maggior competitività del comparto della patata. Servono anche ad incrociare in maniera soddisfacente il sostegno offerto dalla Regione Emilia-Romagna attraverso specifiche risorse, rese disponibili da leggi regionali e dalla nuova programmazione del Piano di Sviluppo rurale, ad orientare verso politiche per la qualità, a promuovere la internazionalizzazione delle filiere e la concentrazione dell'offerta dei prodotti agricoli. "COSA PREVEDE IL CONTRATTO:Il contratto quadro stabilisce il quantitativo complessivo di prodotto, permettendo la massima programmazione delle colture e degli stoccaggi; conferma le modalità di funzionamento della Borsa Patate; fissa le modalità di definizione del prezzo, cessione del prodotto sia in natura sia confezionato, e delle relative modalità di pagamento; definisce lo schema con cui effettuare la liquidazione del prodotto; prevede le norme di qualità per la classificazione del prodotto. In particolare è stato inserito il "Disciplinare di produzione regionale per il Marchio Qualità Controllata - QC" per le patate, definito ai sensi della L.R. 28/99, come standard produttivoL'accordo impegna inoltre i firmatari a pervenire alla costituzione di un fondo di esercizio privato, alimentato in base ad un apposito regolamento e gestito secondo una logica interprofessionale, per sviluppare azioni di miglioramento e qualificazione del prodotto, per un' efficace diffusione sui mercati nazionali ed esteri e per la promozione verso i consumatori. Tale fondo potrà anche intervenire in situazioni di crisi di mercato e di sovrapproduzione, con interventi utili a ristabilire il corretto equilibrio tra domanda e offerta, anche con l'utilizzo di strumenti di indennità di ritiro per compensare le perdite di reddito. A questo proposito è utile ricordare che tale comparto non beneficia delle regole dell'OCM ortofrutticola ed ha pertanto la necessità di trovare formule originali di autogoverno.L'Emilia-Romagna, con circa 7.000 ha di coltivazioni a patate e con una produzione nel 2006 di circa 250.000 tonnellate, concentrate per oltre la metà in provincia di Bologna, rappresenta una consistente quota della produzione nazionale, ma anche un punto di riferimento nazionale per lo sviluppo del sistema organizzato e delle relazioni, che negli anni è maturato, anche con il supporto della Regione Emilia-Romagna e degli Enti locali.Importanti realizzazioni, all'interno di questo percorso, sono state la Borsa Patate, il Consorzio delle Buone Idee, che ha dato vita a Selenella ed il Consorzio per la patata di Bologna DOP, in un intreccio di relazioni interprofessionali e societarie che fino ad ora ha dato ottimi frutti.


