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Biogas, biometano, fotovoltaico: l'agricoltura dell'Emilia-Romagna produce nuove energie

Biogas, biometano, fotovoltaico: l'agricoltura dell'Emilia-Romagna produce nuove energie

Alcune domande a Tiberio Rabboni, assessore regionale all'agricoltura

Quali sono le potenzialità dell’Emilia Romagna nel settore delle agroenergie?

Abbiamo lanciato una sfida: nei prossimi 4 anni vogliamo arrivare a produrre 500 Megawatt elettrici da fonti rinnovabili utilizzando prodotti ed impianti strettamente collegati alle imprese agricole.

Può fare qualche esempio?

Mi riferisco, in particolare, al biogas ed al fotovoltaico. Gli edifici presenti nelle nostre aziende agricole possono, secondo stime attendibili, mettere a disposizione circa 1.450 ettari di coperture idonee all’installazione di pannelli fotovoltaici. Notevoli nella nostra regione anche le possibilità per biogas e biometano: ci sono ogni anno circa 17 milioni di tonnellate tra liquami zootecnici e sottoprodotti agricoli che, se razionalmente utilizzati, possono produrre 135 Megawatt elettrici.

Assessore Rabboni cosa prevedono le linee guida regionali per il fotovoltaico a terra?

Si potranno installare pannelli fotovoltaici su non più del 10% della superficie disponibile. Questo metterà un freno alle iniziative extra agricole e al rischio di snaturare la vocazione alimentare della nostra agricoltura. Gli agricoltori farlo anche nelle aree di produzione di DOP, IGP, biologico,vini DOC e IGT fino a 200KW elevabili, come dice l’Agenzia delle entrate, di 10kw ogni ettaro disponibile fino a un massimo di 1 megawatt.

Che cosa fa la Regione per sostenere le imprese che vogliono iniziare a produrre agroenergie?

Oltre a incentivare la costruzione di impianti, stiamo progettando misure di informazione e divulgazione, fra cui la creazione di un "centro di contatto", per interagire con gli imprenditori agricoli intenzionati a sviluppare questo particolare tipo di attività. Nell’ambito del "Catalogo verde" offriamo anche agli agricoltori la possibilità di accedere a contributi per l’acquisizione di valutazioni economico - ambientali e consulenze tecniche. Ci stiamo muovendo anche per la semplificazione nella concessione delle autorizzazioni e per creare rapporti preferenziali con le banche ed accordi con il GSE, il Gestore dei Servizi Energetici che ha un ruolo fondamentale nella promozione e sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia.

Per il miglioramento della qualità ambientale e della competitività delle imprese sono anche previste diverse azioni nel Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, tramite contributi specifici per lo sviluppo della produzione di agroenergie per l’autoconsumo da parte delle aziende agricole.

Aiuti, per favorire la diversificazione del reddito, sono anche finalizzati al sostegno degli imprenditori agricoli che intendono realizzare "microcentrali" per la produzione di energia elettrica che, per una quota superiore al 50% del totale, dovrà essere collocata sul mercato.

Altri finanziamenti, ifine, sono destinati a soggetti pubblici che potranno realizzare – in zone boscate – piccole centrali alimentate a cippato o a pellets, per la produzione di energia elettrica e calore da utilizzare per alimentare e riscaldare edifici di loro proprietà.