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Danni maltempo, Rabboni visita un'azienda nel modenese

Danni maltempo, Rabboni visita un'azienda nel modenese

Bologna - “A tutela del lavoro nel settore frutticolo stiamo attivando, in accordo con l’Amministrazione provinciale di Modena, le procedure necessarie per delimitare le zone del modenese interessate dalle piogge torrenziali dell’ultima decade di maggio che hanno provocato gravi danni alla produzione, in particolare alle ciliegie. La delimitazione potrà consentire di ottenere, per i dipendenti delle aziende colpite, l’integrazione salariale prevista dalla normativa sulle calamità naturali”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni nel corso di un incontro con il presidente di Unaproa, l’Unione nazionale tra le Organizzazioni di produttori ortofrutticoli, agrumari e di frutta in guscio, Alberto Mario Levi.

L’incontro è avvenuto nel corso di una visita di Rabboni all’azienda agricola che Levi conduce a S. Maria di Mugnano, nei pressi di Modena, specializzata nella produzione e commercializzazione di prugne secche e di amarene brusche (o ciliegia acida), frutto quest’ultimo che il 30 ottobre scorso ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di indicazione geografica protetta (Igp) da parte dell’Unione europea. La confettura di “amarene brusche di Modena” è infatti la prima che si produce nell’ambito dell’Ue, ed ha nel modenese radici in una tradizione secolare.

Prugne ed amarene vengono trasformate dalla Cooperativa modenese essiccazione ortofrutta (Cmef) di cui Alberto Mario Levi è presidente. Oggi la Cmef detiene il 20% del mercato delle prugne essiccate – fino a non molti anni fa dominato dal prodotto californiano – con un trend in crescita, mentre appaiono promettenti le prospettive per la linea della confettura di amarene.“ La Cmef è un esempio di eccellenza - ha commentato l’assessore Rabboni – che unisce approccio di filiera, programmazione e governance della produzione, qualità e distintività del prodotto. Tutte caratteristiche fondamentali per riuscire a contrastare l’attuale crisi ed assicurare maggiore redditività all’impresa agricola”.