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Il Parmigiano-Reggiano fa bene, anche alle rondini

Il Parmigiano-Reggiano fa bene, anche alle rondini

Da uno dei progetti di ricerca inizialmente finanziati dalla Regione Emilia-Romagna, dedicato a "Avifauna e Parmigiano-Reggiano", ha preso lo spunto il Convegno "Il Parmigiano-Reggiano fa bene alle rondini" che si è svolto venerdì 3 luglio nell´Aula Giorgio Prodi nel Complesso di San Giovanni in Monte a Bologna.

"Nel territorio di produzione del Parmigiano Reggiano, le ricerche dimostrano che i parametri ambientali sono a posto", ha sottolineato l´assessore regionale all´agricoltura Tiberio Rabboni.

"Rondini e altri uccelli selvatici sono ottime sentinelle ambientali capaci di testimoniare con la loro presenza la bontà e salubrità di un territorio. Per il Parmigiano-Reggiano, un prodotto strettamente e da sempre legato al suo ambiente, questi animali, ha concluso Rabboni, sono un ulteriore elemento di conferma della qualità di un prodotto che, oltre alle doti riconosciute da consumatori e gastronomi di tutto il mondo, può ora vantare anche una reale e dimostrata capacità di salvaguardia della biodiversità naturale".

Al Convegno, realizzato in collaborazione con le Province di Modena, Parma e Reggio Emilia, la LIPU (Lega italiana protezione uccelli) e il Consorzio del Parmigiano Reggiano, hanno partecipato, tra gli altri, Igino Morini del Consorzio del formaggio Parmigiano-Reggiano, Elena D´Andrea e Danilo Mainardi, rispettivamente direttrice nazionale e presidente onorario della LIPU. Mainardi ha anche presentato il suo ultimo volume "L´intelligenza degli animali".

 

Il progetto "Avifauna e Parmigiano-Reggiano"

I risultati del progetto "Avifauna e Parmigiano-Reggiano" dicono che un mosaico di colture costituito dall´alternanza di spazi aperti a prato, da boschetti e siepi favorisce la presenza di numerose altre specie, sia animali che vegetali, e che con gli interventi agroambientali, da tempo finanziati dalla Regione, si è dato un impulso positivo anche alla tutela della biodiversità.

In particolare rondini e altre specie di uccelli selvatici trovano, nella pianura modenese, un habitat particolarmente ricco, grazie alle distese a coltivazione di erba medica ed aiprati stabili tipici della zona, indispensabili per la corretta alimentazione delle bovine secondo le rigide indicazioni del disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano.