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Programma triennale per l’apicoltura, Rabboni risponde ai consiglieri della Lega Nord

Programma triennale per l’apicoltura, Rabboni risponde ai consiglieri della Lega Nord

Bologna – “A proposito del programma triennale regionale per l’apicoltura e di chi ‘pappa’ i soldi, i consiglieri regionali della Lega Nord dicono cose assolutamente non vere”. Queste le parole dell’assessore all’Agricoltura Tiberio Rabboni. “La riprova – sottolinea l’assessore – è nel fatto che il programma presentato dalla Regione è stato preventivamente concordato con tutti i rappresentanti degli apicoltori dopo numerose riunioni. Dunque, agli apicoltori il programma va bene. A nome di chi parlano i leghisti?”

In secondo luogo “sostenere che Unione europea e Stato italiano hanno stanziato 2 milioni di euro è una pura invenzione. La cifra – prosegue Rabboni – rappresenta invece il fabbisogno necessario per sostenere la azioni previste. Al momento non si conosce infatti l’entità delle risorse effettivamente disponibili che purtroppo sarà certamente inferiore al fabbisogno. Inoltre, contrariamente a quanto si dice, il programma non è e non può essere uno strumento per combattere la mortalità delle api. E’ invece uno strumento di sostegno all’apicoltura di qualità; la stragrande maggioranza della cifra richiesta è infatti destinata all’acquisto di arnie, attrezzature e autocarri per il nomadismo, acquisto di presidi sanitari, alle analisi chimico-fisiche del miele e al riacquisto di sciami”.

Infine “è una squallida mistificazione l’affermazione secondo la quale ‘a papparsi la pappa reale degli oltre 2 milioni stanziati dallo Stato e dalla CEE sarà l’osservatorio nazionale del miele con sede a Castel San Pietro Terme’. Negli scorsi anni l’Osservatorio – ricorda l’assessore – ha ricevuto dalla Regione non più di 48.000 euro per le sue numerose attività. Altro che ‘pappa’! I leghisti denigratori evidentemente sono in disaccordo con il loro ex ministro dell’agricoltura Luca Zaia che lo scorso anno si è rivolto proprio all’Osservatorio di Castel San Pietro Terme per avere il necessario supporto alla decisione di messa al bando dei concianti del mais. E forse non sanno che da anni lo stesso ministero dell’Agricoltura cofinanzia le attività dell’Osservatorio con cifre ben maggiori rispetto a quelle della Regione. Questi i fatti. Tutto il resto – conclude Rabboni – è invenzione, chiacchiericcio privo di fondamento”.