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Salame di Felino, Rabboni fu la Regione a tutelare la denominazione contro Grandi Salumifici Italiani

Salame di Felino, Rabboni fu la Regione a tutelare la denominazione contro Grandi Salumifici Italiani

Bologna -"Non corrisponde al vero quanto sostenuto dai rappresentanti della Lega Nord di Felino che, evidentemente, non conoscono i fatti e confondono due provvedimenti diversi, per lanciarsi in una polemica pretestuosa che non ha ragione di essere. Fu proprio la Regione, infatti, a procedere contro Grandi Salumifici Italiani che vendeva un salame "tipo felino". Su questa base ci siamo costituiti presso il Tribunale civile di Modena che, successivamente, ha richiesto il pronunciamento della Corte di Giustizia europea, presso la quale siamo stati rappresentati da un nostro legale. Decidemmo di sostenere questa posizione proprio per tutelare la denominazione del prodotto che aveva già iniziato l’iter per il riconoscimento europeo e per ottenere un pronunciamento in grado di fare giurisprudenza anche per altri casi simili. Ed abbiamo avuto ragione". E’ quanto afferma oggi l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni in risposta a una nota della Lega Nord di Felino riportata sulla Gazzetta di Parma.

"Le accuse dei leghisti sono del tutto infondate. Per noi parlano gli atti. Chiunque può consultarli. Ma evidentemente alla Lega Nord gli atti e i fatti non interessano. La loro ideologia non li contempla. Da parte nostra, quindi, un impegno convinto e coerente a tutela dei prodotti tipici dell’Emilia-Romagna, una risorsa non solo economica, ma anche culturale e ambientale".

Altra vicenda - spiega poi Rabboni - è quella del Tar del Lazio che aveva bocciato la concessione della protezione transitoria, in attesa del definitivo pronunciamento comunitario, della IGP "Salame Felino". Contro questa sentenza si è effettivamente appellato il Ministro delle politiche agricole Luca Zaia, ottenendo dal Consiglio di Stato la riammissione della indicazione d’origine.

"Ma ad onor del vero e sempre per attenersi scrupolosamente ai fatti - aggiunge Rabboni - occorre anche ricordare che fu il precedente Ministro dell’agricoltura De Castro ad approvare il decreto legge di protezione transitoria dell’IGP Salame di Felino. A dimostrazione che quando si tratta di difendere gli interessi dei nostri territori quello che premia è il gioco di squadra e non i distinguo strumentali e le polemichette preelettorali".