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Olio Extra Vergine di oliva di Brisighella DOP

Contatti

 

Consorzio Produttori dell’olio

Extra Vergine di oliva “Brisighella”

Corso Garibaldi, 2

48013 Faenza (RA)

Tel. +39 0546 81103

Fax +39 0546 81497

www.brisighelladop.com

info@brisighelladop.it

Organismo di controllo autorizzato

 

Cermet

 

Via Cadriano, 23

40057 Granarolo dell'Emilia (BO)

Tel: +39 051 764811

Fax: +39 051 763382

www.cermet.it

certificazione.bo@cermet.it

Tipo di prodotto

 

Olio extravergine di oliva, ottenuto da olive della varietà “nostrana di Brisighella”, raccolte direttamente dall’albero nel periodo compreso tra il 5 novembre e il 20 dicembre di ogni anno. Gli uliveti devono presentare una densità di impianto variante fra 200 e 550 piante per ettaro, a seconda dei sesti di impianto, e la produzione massima per ettaro non può superare i 5.000 chilogrammi.

La resa massima di olive in olio è del 18%. Per l’estrazione dell’olio, sono ammessi solo processi meccanici e fisici atti a produrre un olio che presenti il più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari originarie del frutto.

 

 

 

 

 

Le principali caratteristiche al consumo dell’olio di Brisighella sono le seguenti:

• colore: verde smeraldo con riflessi dorati;

• odore: di fruttato medio o forte con sensazione netta di erbe e/o ortaggi;

• sapore: di fruttato con leggera sensazione di amaro e leggera o media sensazione di piccante;

• acidità massima: non eccedente grammi 0,5 per 100 grammi di olio;

• acido oleico:>= 75,00%

• perossidi:<= 13 Meq02/Kg

Gli altri parametri sono conformi all’attuale normativa europea sugli oli di oliva.

 

Zona geografica di produzione

La zona di produzione comprende, in tutto o in parte, il territorio amministrativo dei comuni di Brisighella, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Modigliana.

 

Curiosità storiche

L’ulivo è una pianta caratteristica della vegetazione a macchia mediterranea delle colline romagnole, fin dalla preistoria, dalla presenza spontanea dell’ulivo è stata caratterizzata da una vegetazione di macchia mediterranea dove l’ulivo cresceva naturalmente. Ancora oggi il paesaggio collinare è caratterizzato dalla presenza degli ulivi che si mescolano con le viti,. Nell’Alto Medioevo, gli archivi locali segnalano olivi sparsi e veri e propri oliveti sulle colline riminesi. A seguito però d’eventi climatici sfavorevoli, la coltura dell’ulivo agli inizi dell’ottocento andava scomparendo; ci volle quasi un secolo perché l’olivicoltura riminese riprendesse quota, fino ad arrivare ai successi e riconoscimenti attuali anche a livello Comunitario. Ma ancora oggi l’allevamento rispetta l’utilizzo delle tradizionali varietà locali, come il Correggiolo più resistente al freddo ed in grado di produrre oli di ottima qualità.

La produzione dell’olio di oliva nel territorio di Brisighella ha origini antichissime, confermate anche dal ritrovamento di un piccolo frantoio ad uso familiare risalente all'epoca romana. Testimonianze scritte sull'attività oleicola nella zona di produzione si trovano a partire da documenti ed atti notarili del XV - XVI secolo, per arrivare fino a testi del secolo scorso. Il passaggio da una produzione destinata principalmente all'autoconsumo alla commercializzazione è invece storia recente, iniziata con la fondazione del frantoio sociale della Cooperativa Agricola Brisighellese nel 1970.

 

L'uso in cucina

E' un olio molto pregiato e il suo uso è spesso riservato al condimento di pietanze ricercate. Le sue caratteristiche sono esclusive e riconoscibili, l’aroma è intenso e delicato con note che ricordano il carciofino verde e l’erba appena tagliata. Fluido al palato, le note dolci, amare e piccanti sono presenti in misura equilibrata e armonica. Tra gli abbinamenti gastronomici, è eccelle su pesce, carne e selvaggina.

 

Una ricetta

GARGANELLI ALLE VONGOLE CON SCALOGNO DI ROMAGNA, OLIO DI BRISIGHELLA, PICCOLO SFORMATINO DI ERBE AROMATICHE E FILETTI DI

TRIGLIA AL SALE DOLCE DI CERVIA

Ingredienti per 6 persone

500 g di Garganelli, 900 g di vongole dell’Adriatico, 200 g di zucchine , 300 g di

Scalogno di Romagna IGP, 12 piccoli filetti di triglia nostrana, olio extravergine di

oliva di Brisighella DOP, sale dolce di Cervia, 1 spicchio di aglio, 10 g di maizena,

prezzemolo tritato, vino bianco, pepe nero

Per lo sformatino: 1/2 litro di latte, 100 g di farina, 100 g di burro, 1 mazzetto di

erbe aromatiche (timo, maggiorana e basilico), 6 filetti di triglia nostrana, sale dolce

di Cervia

 

Preparazione

Con l’olio di Brisighella rosolare l’aglio in camicia e aggiungere le vongole ben lavate, il prezzemolo e un goccio di vino bianco, cuocere alcuni minuti fino ad apertura delle vongole, salare e pepare. Sgusciare le vongole e mantenere l’acqua di cottura.

Tagliare a rondelle sottili lo Scalogno di Romagna, infarinare e friggere in olio di Brisighella. Tagliare le zucchine solo la parte verde a mezza luna e rosolare con poco olio, aggiungere le vongole, l’acqua di cottura e legare la salsa con pizzico di maizena. Rosolare i filetti di triglia con il sale dolce di Cervia. Cuocere i Garganelli in abbondante acqua bollente salata, colarli e condirli con la salsa di vongole e zucchine.

Per lo sformatino: fare una besciamella consistente con il latte il burro e la farina. Rosolare con l’olio di Brisighella a fuoco vivace 6 filetti di triglia, salare e pepare. Tritare le erbette aromatiche. Unire tutti gli elementi e regolare di sale e pepe. Ungere gli stampini e riempire con il composto. Mettere in forno a 160 gradi per 20 minuti.

Comporre il piatto mettere al centro i Garganelli con sopra lo scalogno fritto, a lato lo sformatino e i filetti di triglia. Guarnire il piatto con alcune foglioline di erbette aromatiche.

Un filo di olio extravergine di Brisighella a crudo completerà il piatto.

 

Vino consigliato: Albana di Romagna DOCG

 

Una curiosità

La varietà d’ulivo che per le sue eccellenti qualità ha portato fama all’olio di Brisighella DOP è quella “Nostrana”, presente in misura mai inferiore al 90%. La raccolta avviene ancora oggi a mano, su terreni anche di forte pendenza, dai primi di novembre fino a Natale. Viene sempre spremuto entro 4 giorni dalla raccolta, uno dei segreti che rende quest’olio tanto speciale.