Vitellone bianco dell´Appennino centrale IGP
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Contatti Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell'Appennino Centrale Via B. Simonucci ,3 06135 Ponte San Giovanni, Perugia (ITALIA) Tel. +39 075 6079257 Fax +39 075 398511 www.vitellonebianco.it info@vitellonebianco.it
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Organismo di controllo 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell'Umbria Soc. Cons. a r.l. 06050 Frazione Pantalla, TODI (ITALIA) Tel. +39 075 89571 Fax +39 075 8957257 www.parco3a.org segreteria.generale@parco3a.org |
Il tipo di prodotto
Carne bovina fresca ottenuta da animali delle razze chianina, marchigiana, romagnola, di età compresa tra i 12 ed i 24 mesi. Il bestiame deve risultare nato da allevamenti in selezione e regolarmente iscritto alla nascita nel Registro Genealogico del Giovane Bestiame. Dalla nascita allo svezzamento, è consentito l’uso dei seguenti sistemi d’allevamento: pascolo, stabulazione libera, stabulazione fissa; in seguito, sono consentite solo la stabulazione libera e la posta fissa.
Sono inoltre controllate l’alimentazione (negli ultimi mesi è vietato l’uso degli insilati) e la macellazione (che deve avvenire, secondo norme definite, in macelli idonei nella zona di produzione).
La carne di vitellone bianco dell’Appennino centrale deve essere immessa al consumo provvista di particolare contrassegno a garanzia dell’origine e dell’identificazione del prodotto; il logo deve essere impresso sulla superficie della carcassa, in corrispondenza alla faccia esterna di 18 tagli.
La zona geografica di produzione
L’area geografica di produzione della carne di vitellone bianco dell’Appennino centrale è rappresentata dal territorio delle province collocate lungo la dorsale appenninica dell’Italia centrale. Più precisamente, la zona di produzione è rappresentata dai territori delle seguenti province: Bologna, Ravenna, Forlì, Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo, Pescara, Chieti, L’Aquila, Campobasso, Isernia, Benevento, Avellino, Frosinone, Rieti, Viterbo, Terni, Perugia, Grosseto, Siena, Arezzo, Firenze, Prato, Livorno, Pisa.
La storia
Le ampie corna, che caratterizzano la razza romagnola, la collegano ad un antenato presente nell’antichità nelle steppe dell’Europa Centro-Orientale, “l’Uro dalle grandi corna”.
Le tre razze bovine che si possono fregiare del titolo Vitellone bianco dell’Appenino Centrale IGP appartengono alle più antiche presenti in Italia e le loro carni erano apprezzate già da etruschi e romani che però le utilizzavano soprattutto per il lavoro nei campi, come testimoniato da molti bassorilievi.
L’uso in cucina
Le tre razze hanno mantello bianco con sfumature grigie e grande mole; sono oggi considerate tra le razze più pregiate al mondo per la loro carne assolutamente magra e saporita e a basso contenuto in colesterolo, da cui si ottiene la rinomata “fiorentina”.
Una ricetta
ARROSTO DI VITELLONE BIANCO DELL’APPENNINO CENTRALE IGP AL TREBBIANO DI ROMAGNA
Ingredienti
Noce di Vitellone bianco dell’Appennino Centrale IGP, cipolla, carota, sedano, sale,
olio extravergine di oliva, vino Trebbiano di Romagna
Preparazione
Per un arrosto tradizionale mettere in casseruola il muscolo di Vitellone assieme a cipolla, carota, sedano (tagliati a piccoli pezzi) e olio extravergine di oliva.
Salare e rosolare a fuoco dolce per un quarto d’ora. Quando la carne si è colorita, coprire e far cuocere a calore moderato per almeno due ore. Una volta cotta, aggiungere del vino bianco secco, togliere il coperchio e far ridurre il liquido rimasto.
Per servirlo, tagliare a fette la carne, coprendola con il suo sugo.
Vino in abbinamento: Sangiovese di Romagna DOC.
Una curiosità
Generalmente le carni appena macellate risultano piuttosto dure alla cottura ma, con l’opportuna “frollatura” di 10- 14 giorni, si esalta la tenerezza ed il gusto della carne di questi bovini.
