Pollo di Romagna ( FC )
Nome del prodotto, italiano e dialettale
Pollo di razza Romagnola
Territorio interessato alla produzione
Area romagnola con prevalenza nelle province di FC
Descrizione sintetica del prodotto
Il pollo romagnolo è una razza primitiva, di taglia un po’ inferiore alla media; il gallo pesa dai 2 ai 2,5 kg e ha colori vivaci, la gallina, invece, pesa circa 2 kg e può deporre fino a 150 uova all’anno.
I pulcini sono molto precoci e rustici.
La carne è sapida le uova dal guscio bianco di circa 60 g di peso, hanno maggiore quantità di tuorlo rispetto all’albume e quindi sono ideali per la preparazione della “Sfoglia”. Il piumaggio è piuttosto uniforme per la taglia ma estremamente difforme per livrea, colore dei tarsi e della pelle. La colorazione del piumaggio è molto varia: oro fiocchi neri, argento fiocchi neri, moschettata oro ed argento, collo oro molto scuro, bianca, sparviero (le colorazioni non vengono selezionate singolarmente e vengono mantenute tradizionalmente in promiscuità).
Standard morfologico indicativo
Tronco: Cilindrico, leggermente inclinato verso la groppa.
Testa: Di media grandezza.
Becco: Piuttosto corto ma forte e leggermente curvo, giallo striato di scuro o totalmente grigio ardesia.
Occhi: Grandi, molto vivaci da arancio a scuri con pupilla prominente.
Cresta: Semplice con cinque o più denti con il lobo che segue la nuca (non sempre). Nella gallina è portata piegata su un lato della testa durante la deposizione. La tessitura è fine senza granulazioni.
Bargigli: Lunghi di tessitura fine rossi.
Faccia: rossa.
Orecchioni: Piccoli di colore crema chiari a volte ombreggiati di blu, in particolare nei giovani.
Collo: Lunghezza media, mantellina ben sviluppata.
Spalle: Larghe e ben arrotondate.
Dorso: corto e piatto.
Ali: Ben Aderenti portate chiuse.
Coda: Grande con attaccatura larga portata ben aperta. Nella gallina portata chiusa.
Petto: Largo e profondo.
Zampe: I tarsi sono di media lunghezza, piuttosto sottili, con quattro dita di colore variabile: verdognolo, blu, grigio piombo e, raramente, roseo, giallo e giallo maculato. Le cosce, invece, sono assai forti.
Muscolatura: ben evidente.
Pigmentazione: Intensa.
Pelle: Morbida sottile bianchiccia, a volte giallo pallido.
Ventre: Ben sviluppato.
Scheletro: fine.
Andatura: svelta.
Difetti:
- Taglia troppo piccola,
- Taglia Media,
Ossatura Non troppo grossa
Descrizione delle metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura
Il pollo Romagnolo tradizionalmente viene allevato all’aperto a pascolo brado o semibrado con ampi, fino ad ampissimi spazi (fino ad oltre 10 mq/capo).
Materiali e attrezzature specifiche utilizzati per la preparazione, il condizionamento o l'imballaggio dei prodotti
Normali attrezzature per l’allevamento a livello familiare.
Descrizione dei locali di lavorazione, conservazione e stagionatura
Normali locali da allevamento e lavorazione, a norma delle vigenti leggi
Storia accertata
Nella zona che comprendeva la Romagna, parte dell'Emilia con le province di Ravenna, Forlì, Bologna, estendendosi a Firenze, Arezzo, Pesaro, Urbino e la Repubblica di S. Marino, ossia in quello che fu l'Impero Romano chiamato Flaminia, era diffusa una razza primitiva di pollo piuttosto uniforme nei caratteri, di taglia un poco sotto la media, da alcuni definita il tipo perfetto della gallina di fattoria e per i campi estesi (Trevisani G., 1936). Il pollo romagnolo era diffuso in tutta la Romagna e la sua presenza è collegata soprattutto all’intensità della presenza mezzadrile.
Negli anni ’30 la razza è stata oggetto di selezione da parte della Stazione Sperimentale di Pollicoltura di Rovigo e dell’Ispettorato Agricoltura di Ravenna.
Negli anni ’50, purtroppo, la razza venne progressivamente abbandonata a favore di razze più precoci. Considerato estinto fino a qualche anno fa, è stato salvato dalla Facoltà di Veterinaria dell’Università di Parma, partendo da un nucleo di polli allevati nel ravennate.
Con il progetto “Agrobiodiversità in Provincia di Forlì-Cesena” si è riportato il pollo romagnolo nel territorio della Provincia di Forlì-Cesena, attraverso una convenzione con l’Università di Parma per la fornitura di uova e l’assistenza per la riproduzione a livello locale. La riproduzione del pollo romagnolo è avvenuta presso aziende agricole locali, successivamente circa 600 tra adulti e pulcini e alcune centinaia di uova sono state distribuite a 60 aziende che hanno aderito al progetto e al bando per “Agricoltori Custodi di vecchie razze e varietà”.
È una razza vorace e molto attiva, adatta a grandi spazi aperti. Veniva tradizionalmente rinchiuso in tutte le aziende nel periodo della maturazione del grano, a cui poteva apportare notevoli danni.
È un pollo molto robusto, da pascolo, da vita all’aperto e resistente alle intemperie e alle avversità ambientali (anche nelle notti più fredde dell’inverno dorme sugli alberi, scendendo alle prime luci alla ricerca del cibo).
Referenze bibliografiche
Cortese M. Pollicoltura familiare ed industriale, Ed. Ulrico Hoepli, Milano,
Trevisani G. Pollicoltura. Hoepli Edizioni. 1907/1912/1919/1929/1936
Pascal T. Pagine sparse di Avicoltura. Battiato F. Editore, Catania. 1925
Relazioni I° Convegno Nazionale Avicoltura Rurale,M. Marani, Importanza dell’allevamento avicolo rurale in Romagna e criteri da seguire circa il suo miglioramento, Conf. Fascista dei Lavoratori dell’Agricolt., Littoria,1937
A. Ghigi - Per l’avicoltura italiana –Zanichelli – Bologna - 1939
A. Vecchi, Zoocolture, Cappelli, Bologna,1944
Ghigi A. Gli animali da cortile. Editrice Opera Nazionale, Roma. 1930
Pozzi G. Le Razze dei polli. Edagricole, Bologna. 1961
Annali della Facoltà di Medicina Veterinaria - A. Zanon, A. Sabbioni, - Identificazione e salvaguardia genetica delle razze avicole italiane, Università di Parma, Parma, 20


