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Antica varietà di patata piacentina (PC)

Descrizione sintetica del prodotto

Patata della cultivar quarantina, quaantì-na

Territorio interessato alla produzione

Territori piacentini della Alta Val Trebbia (Cerignale, Ferriere, Ottone, Zerba) e Alta Val d’Aveto (Alpepiana, Casoni d’Amborzasco, Orèzzoli). Questa varietà, chiamata anche Bianca di Torriglia, è presente inoltre nelle adiacenti valli dello Scrivia e del Graveglia

Come si fa'

Viene coltivata al disopra dei 400-500 metri su terreni preferibilmente sabbiosi; viene seminata tra San Giuseppe (19 marzo) e il Venerdì Santo, e raccolta da fine luglio a fine settembre, per arrivare sui mercati da ottobre in poi. La raccolta delle patate destinate al consumo avviene dopo che le piante sono diventate secche. Tutte le operazioni, dalla semina al diserbo fino alla raccolta, vengono ancora oggi svolte manualmente, così da consentire una scelta accurata del prodotto ossia di forma tondeggiante e calibratura controllata e privi di segni di danneggiamento

 

Riferimenti Bibliografici

Agelini M., 1999, Le patate tradizionali della montagna genovese. Quaderni del Co.Re.Pa In questa recente pubblicazione Angelini riporta le località piacentine della V. Aveto (Ferriere) e V. Trebbia (Ottone) in cui nell’800 venivano coltivate le patate quarantine.

Angelini M., 1998, Elogio della varietà: sapori dai monti. Rivista La Casana Banca Carige di Genova, n° 3.

Tamaro D., Notizie sulla frutticoltura, orticoltura e giardinaggio in Italia. L’Italia Agricola alla fine del sec. XIX, (è una delle 35 monografie inviate alla Sociètè des agriculteurs de France nell’occasione della esposizione universale di Parigi del 1900. Pubblicate l’anno successivo dalla Tipografia dell’Unione Cooperativa Editrice). Roma 1901