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Cardo gigante di Romagna (FC)

 

Descrizione sintetica del prodotto

Pianta alta, a portamento semieretto, lembo fogliare largo, a media frastagliatura, verde grigio chiaro, a picciolo lungo, mediamente concavo con spine.

Territorio interessato alla produzione

Intera area romagnola.

Come si fa

Un mese prima della raccolta (invernale) si provoca l’imbianchimento delle coste, che si ottiene in assenza di luminosità, impedendo alle stesse di. riceverla coprendo l’intera pianta avvolgendola con teli opachi in modo che soltanto il terminale delle foglie si trovi allo scoperto oppure si legano le foglie in fascio in due punti ad altezze diverse e si rincalzano accumulando terra attorno alle piante.

Questa operazione nell’arco di 25/30 giorni, provoca l’imbianchimento e rende le foglie più tenere e di sapore meno amarognolo, inoltre in inverno ha anche la funzione di proteggerle dal gelo; però può esser causa di marciumi, che si sviluppano nella parte interna delle piante. provocati dall’umidità.

Pertanto la legatura e la rincalzatura va effettuata con piante asciutte, sulle quali si attua l’attorcigliamento dei ciuffi di foglie rimasti scoperti, affinché l’acqua penetri all’interno

La definizione di gobbo ha origine da una antica pratica attuata dagli ortolani, che quando eseguono la copertura dei cardi, hanno l’abitudine di piegarli verso terra, facendoli diventare ricurvi e quindi "gobbi".

Un po' di storia

E’ originario del Mediterraneo. Era coltivato già al tempo degli antichi Romani;

Plinio nella sua "Storia Naturale" lo annovera fra gli ortaggi pregiati.

Come Cardo Gigante avorio senza spine pieno, la prima notizia appare su di un catalogo di sementi del 1951.

Nel 1960, stesso catalogo, appare già come Gigante di Romagna, senza spine costa larga piena, bianco avorio, quindi l’apparizione del nome avviene in questo decennio, presumibilmente nella nostra zona litoranea.

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