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Castagna fresca e secca di Granaglione (BO)

Descrizione sintetica del prodotto

Castagne fresche sfuse; castagne fresche trasformate e confezionate; castagne essiccate con fuoco alimentato con legna di castagno ed in modo tradizionale, sbucciate e confezionate

Territorio interessato alla produzione

Provincia di Bologna, Territorio della Comunità Montana Alta e Media Valle del Reno, Comune di Granaglione, per la fascia compresa fra i 300 m.s.l.m. ed i 900 m.

Come si fa

Le castagne da farina di Granaglione devono rispondere alle seguenti caratteristiche a seconda delle varietà: numero di frutti per riccio non superiore a tre e pezzatura entro indici definiti.

Le castagne secche devono essere, già prive della buccia, in numero per Kg. da 400 a 500.

Dall'essiccazione si ottengono, in genere, i seguenti prodotti: castagne secche massimo 1/3 del prodotto fresco; zanza o sanza massimo 1/6 del prodotto fresco. Le castagne fresche vengono mantenute sfuse ed utilizzate entro il più breve tempo possibile determinando questo il più grosso limite della produzione annuale della zona. Vengono anche trasformate in marmellate od in vasetti, ma il tutto a livello assolutamante artigianale. Per le castagne secche destinate al consumo come tali vengono confezionate in sacchetti procedendo alla scelta selettiva delle castagne secche complessive prima di consegnare il rimanente prodotto al mulino per la macinazione.

 

Un po' di storia

Per centinaia d'anni, infatti, il castagno ha rappresentato per la gente di Granaglione un vero e proprio " albero del pane ": la polenta più o meno condita è stata la portata principale nei tre pasti giornalieri, le castagne secche il premio promesso ai bimbi buoni ed obbedienti, i " necci ", guerci o a biuscio ( senza niente ), l'alimento essenziale di sopravvivenza e le castagne arrosto il sigillo finale di una serata importante come quelle di " veglia " durante le quali diverse famiglie si riunivano nel " caniccio " e li si tramandavano storie ed aneddoti e si fantasticava sorseggiando un buon bicchiere di vino e gustando le caldarroste. Attorno agli anni' 20 nella zona fu insediata una fabbrica per la produzione di tannino ricavato dalla distillazione del legno dei castagni centenari; questa lavorazione lavorazione si sviluppò a tal punto in tutt'Italia sì che fu necessario l'emanazione di una legge specifica ( n. 973 del 18.6.1931 ) che dettava provvedimenti restrittivi per la tutela dei castagneti ed il controllo delle fabbriche per la produzione del tannino dal legno di castagno.