Politica Agricola Comune Post 2013
La politica agricola comune (PAC) prevista dopo il 2013 sarà oggetto di riforma per rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio dell’UE, così da garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità, tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali.
La Commissione europea ha presentato un progetto con cui propone un nuovo partenariato tra l’Europa e gli agricoltori per gettare le basi di un’agricoltura forte e capace di affrontare i cambiamenti climatici e la concorrenza internazionale, rispondendo nel contempo alle attese dei cittadini.
I dieci punti chiave della riforma:
- Aiuti al reddito più mirati per dinamizzare la crescita e l’occupazione.
- Strumenti di gestione delle crisi più reattivi e adeguati alle nuove sfide
- Un pagamento “verde” per conservare la produttività a lungo termine e tutelare gli ecosistemi
- Ulteriori finanziamenti per la ricerca e l’innovazione
- Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata
- Incoraggiare le iniziative
- Facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori.
- Stimolare l’occupazione rurale e lo spirito
- Maggiore attenzione alle zone fragili.
- Una PAC più semplice ed efficace.
Le proposte di regolamento della Commissione confermano la PAC nella sua architettura basata sui due pilastri: il primo pilastro più verde e più equamente; il secondo pilastro, più focalizzato sulla competitività e l'innovazione, i cambiamenti climatici e l'ambiente.
Le proposte di bilancio prevedono per l’Italia una decurtazione di risorse pari ad un valore nominale di circa il 6,7% nel caso del I Pilastro e circa il 9% per il II Pilastro.
Le proposte presentate dalla Commissione saranno discusse dal Consiglio e dal Parlamento europeo, affinché possano essere adottate entro la fine del 2012, per permettere di avviare una nuova generazione di programmi nel 2014 nell’ambito della politica di coesione.


