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Accartocciamento fogliare clorotico

(Apricot chlorotic leafroll phytoplasm)

PIANTE OSPITI

Sintomi estivi-autunnali

Le piante arboree sensibili alla malattia appartengono al genere Prunus. Risultano principalmente colpite le piante di susino , di albicocco e di pesco.
Fra le varietà di susino sono soggette all´infezione solo quelle derivate da P. salicina, indicate come cino-giapponesi, e quelle di P. marianna mentre le piante di P. domestica e P. cerasifera sono dotate di elevata tolleranza (non manifestano sintomi anche se infette). Attualmente sembra accertato che le sindromi denominate "accartocciamento fogliare clorotico" dell´albicocco e del pesco e "leptonecrosi" del susino sono provocate dallo stesso agente patogeno responsabile dei "giallumi europei" delle drupacee (European stone-fruit yellows) costituito da un fitoplasma presente nei tessuti floematici.

DISTRIBUZIONE GEOGRAFICA

Anormale rivegetazione in periodo invernale su susino

La malattia è ormai presente in tutte le zone frutticole europee in paesi quali la Francia, la Spagna , la Grecia e la Germania. In questi ultimi anni si è ampiamente diffusa in alcune regioni del nord Italia (Emilia Romagna, Veneto e Friuli): l´incidenza della fitoplasmosi è aumentata presumibilmente a seguito della introduzione di nuove varietà di susino cino-giapponesi rivelatesi particolarmente sensibili.
Alterazioni del tutto identiche a quelle provocate dall´accartocciamento clorotico fogliare erano state segnalate in Emilia-Romagna oltre cinquanta anni fa in modo particolare in impianti di susino affetti da accentuato deperimento vegetativo e da necrosi di porzioni di corteccia e di floema delle branche e del tronco (da cui il nome originario di leptonecrosi non parassitaria poiché allora non si era in grado di stabilire se e quale fosse la causa responsabile dell´alterazione).

SINTOMI

Anormale rivegetazione in periodo invernale su albicocco

La presenza di alcuni sintomi caratteristici , utili al fine diagnostico, può facilitare l´individuazione della malattia , almeno per quanto riguarda il susino e, in misura minore, l´albicocco. Essa è particolarmente pericolosa per gli impianti di susino (Fig. 1) ed albicocco dove può provocare forme di deperimento piuttosto accentuate e anche di collasso nell´albicocco con esito letale. Meno specifiche risultano essere invece le alterazioni a carico del pesco dove nei frutteti tale fitoplasmosi raggiunge livelli di incidenza più contenuti.

EPIDEMIOLOGIA

Sintomi primaverili su ramo di susino

La trasmissione della fitoplasmosi avviene attraverso l´innesto e quindi con l´utilizzo di materiale vegetale infetto; la moltiplicazione vegetativa favorisce infatti, mediante l´uso di materiale vivaistico ammalato, la diffusione della fitoplasmosi a lunga distanza e il suo insediamento in zone prima esenti.

Sintomi estivi su germoglio di susino

Notevole importanza ai fini della diffusione naturale della malattia sembrano avere insetti vettori. Di ciò è testimonianza la comparsa di sintomi di accartocciamento clorotico fogliare in frutteti costituiti con piante sicuramente esenti. La diffusione naturale sembra essere molto rapida per cui nell´arco di alcuni anni tutte le piante di un frutteto possono essere infettate; ad esempio si cita il caso di un frutteto costituito con una varietà di susino molto sensibile, l´Ozark Premier, nel quale la percentuale di piante ammalate nel corso di quattro anni ha raggiunto il 70%.

Sintomi su piante di albicocco

La possibilità di diffusione naturale dell´agente eziologico operata da insetti vettori potrebbe assumere pertanto grande importanza nella trasmissibilità della malattia "a breve distanza" sia all´interno di un frutteto costituito con parti di piante precedentemente infettatesi in vivaio sia all´interno di un frutteto costituito con materiale sano ma impiantato vicino ad un altro ammalato. Nuove conoscenze sui probabili vettori aerei, attualmente non ancora identificati, sono state recentemente ottenute verificando la presenza di fitoplasmi direttamente su insetti catturati all´interno di un impianto di susino ed albicocco con elevata percentuale di piante con sintomi di accartocciamento clorotico fogliare. La cattura di numerosi specie di insetti è avvenuta nel periodo estivo-autunnale durante il quale le piante raggiungono la maggiore intensità sintomatologica per cui si presume che ci sia maggiore concentrazione di fitoplasmi nella pianta colpita. Agenti patogeni fitoplasmatici responsabili del giallume europeo delle drupacee sono stati accertati in insetti appartenenti alla sottofamiglia delle Tiflocibine ed in alcuni generi di Cicadellidi quali Anaceratagallia ed Euscedis.

PREVENZIONE E LOTTA

Sintomi di imbrunimento del tessuto floematico

Anche per questa malattia è di fondamentale importanza lo stato sanitario del materiale vivaistico ed ovviamente delle piante madri delle varietà utilizzate. Gli innesti devono pertanto essere prelevati da materiale sicuramente esente dai fitoplasmi e del tutto asintomatico. E' altrettanto importante acquisire conoscenze sulla diffusione della malattia. Una volta identificato il vettore/vettori sarà necessario impostare già nella fase di vivaio un´efficace difesa al fine di eliminare gli insetti che possono veicolare la malattia. Risulta più difficile contenere i danni della malattia in funzione della scelta di varietà tolleranti in quanto, almeno per il susino, le varietà cino-giapponesi hanno dimostrato elevata suscettibilità.

PUNTI CRITICI

Anomala produzione di polloni

Fatto salvo l´uso di materiale di innesto sano, il rischio fitosanitario nel vivaio è costituito dalla presenza degli eventuali vettori aerei e dalla contiguità delle piante.
Esiste inoltre un limite per il riconoscimento visivo dei sintomi sugli astoni in quanto essi tendono a comparire due-tre anni dopo l´inoculazione effettuata dai vettori.

 

 

Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214
Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di protezione contro l'introduzione e la diffusione nella Comunità di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali (7,80 MB - PDF)